Le FAVOLOSE REGIE TRAZZERE rendono oggi 50 milioni di euro alla REGIONE SICILIANA estorti a innoccenti proprietari usurpatori-Capitolo I-2°

 L’ufficio competente in materia di demanio trazzerale è  stato istituito   il  23  agosto  1917  con  decreto  luogotenenziale n°1540

Le trazzere armentizie sono ben diverse dalle generiche Regie Trazzere. Infatti i tracciati armentizi avevano le seguenti caratteristiche: di origine arcaiche; attraversavano le campagne per passare dalle calorose pianeggianti zone estive alle zone fresche delle montagne; i tracciati viari erano molto larghe e dallo stato naturale ed erbosi tanto che gli armenti si cibavano di erbe nel cammino.

 E’ semplicemente assurdo, paradossale e illogico che in quelle epoche esistessero 11.500 chilometri di Regie Trazzere Armentizie creati da 690 Decreti Assessoriali dal 1954 in poi.

Nella precedente puntata ho chiarito che le Regie strade nascevano con i Romani, con la dinastia Asburgica si affacciava il “demanio pubblico” e le strade appartenevano in proprietà al Re in persona e si chiamarono REGALIE (il Re donava le terre e tratteneva le strade regalandoli ai passanti); con re Ferdinando si risvegliano le Regie Trazzere. Ecco le Regie Trazzere tratte dal Regio Decreto del 1824.  

Anticipo pure che i disegnatori del Catasto conoscevano bene la storia delle strade e anche le vicende borboniche. Infatti nel Catasto di Alcamo si affacciano alcune Regie Trazzere. Mostro a dimostrazione breve la Alcamo-Castellammare del Golfo.

ECCO LA CACARTA CATASTALE 1938

Leggiamo bene Regia Trazzera di Castellammare. Tuttavia l’ex Ufficio Trazzere proprio questo tratto non lo riconosce come trazzera di Castellammare.

La sottostante mappa tratta dal Piano Regolatore di Alcamo mostra un bivio.

Al bivio ottiene due Regie Trazzere: a destra la strada di Castellammare 390 devia collegandosi con la Via Vicinale San Leonardo (tratto di strada del tutto inesistente nella carta Catastale del 1938); a sinistra l’antica strada Regia di Castellammare prende il numero 409 ed è attraversata da una nuova Regia Trazzera n. 409 Magazzinazzi -Alcamo. Il Demanio Regionale guadagna due grandiose Regie Trazzere. Bello affare!

 Non solo hanno scambiato le carte, ma pure le strade vicinali piccole e strette sono diventate Regie Trazzere. A questo punto il “Demanio Trazzerale” deve dimostrare che la strada Regia, essendo Regia, ha un solo indizio; manca la dimostrazione che nei millenni passati era armentizia larga quasi 38 metri e dove gli armenti si recavano per la transumanza. Peraltro, Castellammare ha un’alta montagna monte Inici; Alcamo é situata sotto monte Bonifato alto 825 metri. Allora pecore ed Armenti dove si spostavano per la transumanza sulla montagna di Alcamo o sulla montagna di Castellammare? La truffa senza dolo è lapalissiana. I Tecnici del Comune di Alcamo, i Politici Consiglieri, gli Assessori del ramo, i Sindaci, restano ignari, anche se ne hanno avuto sentore. Nel corso delle mie puntate ho consigliato, per gli altri Comuni interessati, di usare il mio metodo con le loro carte. Ho pure stimolato 50 Sindaci di presentare un disegno di legge (previsto dallo statuto della Regione) abrogativo delle trazzere demanializzate con decreti.

                                                              di Antonino Messana

1° COMMENTO AL DISEGNO DI LEGGE RIGUARDANTE LA LARGHEZZA DELLE REGIE TRAZZERE

Come abbiamo letto sopra l’oggetto del disegno di legge è il seguente:

DISPOSIZIONI SULLA LARGHEZZA DELLE REGIE TRAZZERA”

Sarebbe certamente inutile e tempo perduto scrivere e scervellarsi per argomentare sulla “larghezza delle Regie Trazzere”. Tuttavia per non perdere limpidità, chiarezza e definire l’argomento sono costretto, con dispiacere e fatica allungare. Per l’appunto i 690 Decreti Assessoriali pubblicati in “Gazzetta Ufficiale dal 1954 in poi, sono valsi a far creare all’ex Ufficio Trazzere nella nostra Sicilia 11.500 chilometri di Regie Trazzere di larghezza metri 37 e centimetri 68 con la denominazione di Regie Trazzere che hanno formato il “PATRIMONIO ARMENTIZIO” della Regione Siciliana.  L’oscenità di questi Decreti arriva direttamente alle stelle, frutto di “cervelli vaganti”. Chiarisco il discorso con poche parole introduttive per abbreviare il perché. Le “STRADE ARMENTIZIE” sono ricordate come strade arcaiche ed in epoca arcaica non esiste testo o testimonianza che già esistevano 11.500 chilometri di strade larghe quasi 38 metri. Numerose opere scritte antiche e moderne affermano che in Sicilia i primi “sentieri” sono sorti con l’avvento dei Greci sui quali i Romani hanno tracciato le strade ricordate con la “TABULA PEUTINGERIANA”. Quindi i Romani pionieri costruiscono le strade e le chiamarono strade REGIE perché costruite con denaro pubblico. Le altre strade create da proprietari terrieri furono chiamate dai romani VIE VICINALI. E’ pure inutile ricordare che le strade ordinarie avevano una larghezza di metri quattro (il passaggio di due carri nei due sensi), le strade più importanti avevano una larghezza di metri 12.

Stando così le cose, obietto subito che le Regie Trazzere denominate dai relatori pedissequamente sono chiaramente estranee alle strade armentizie, Immagino l’uso è “subdolo” o quanto meno “mascherato, infatti è vero che esse sono Regie Trazzere, è pure vero che trattasi di una specie particolare di queste, vale a dire delle “REGIE TRAZZERE ARMENTIZIE”. Tanto è vero che solo e solamente le TRAZZERE ARMENTIZIE avevano una larghezza di canne 18 e palmi 2 corrispondenti a metri 37 e centimetri 68. Le strade od anche le trazzere del nostro Catasto del 1938 generalmente hanno una larghezza di metri quattro (il passaggio di due carri nei due sensi).

Altro punto fermo molto importante è conoscere l’idioma trazzera. A tal proposito, per brevità, riporto alla lettera il dizionario “Treccani on line”: “trazzèra s. f. [dal fr. ant. dreciere, dressière «via diritta», der. di drecier (poi dresser) «drizzare»]In Sicilia, via che attraversa i campi e serve al passaggio degli armenti: lo hanno trovato morto sulla t. che va a Rampinzeri, con dodici ῾lupare’ nella schiena (Tomasi di Lampedusa). Regie t., le antiche strade usate, come i tratturi pugliesi, per la transumanza dei greggi”.

Dalla lettura intanto ricaviamo quanto appresso:

  1. le “Regie trazzere” sono VIE DRITTE (vale a dire camminano in linea retta, cioè non hanno curve); ecco una bella rappresentazione delle seguenti Regie trazzere n. 409 Tonnara-Magazzinazzi (Alcamo Marina)-Alcamo (Madonna delle Grazie)che si collega (attraverso la Via Pietro Maria Rocca) con la Regia Trazzera n. 486 Spiazzo Madonna delle Grazie-SS. Salvatore.

Risulta chiaro che i cammini in linea retta non esistono, addirittura il percorso segue più strade cittadine a forma di trapezoidale (Spiazzo Balatelle-Via Monte Bonifato-Via SS. Salvatore-Palazzello). Percorso assurdo e vergognoso! La Cassa cresce;

2. In Sicilia, via che attraversa i campi (ad Alcamo ho calcolato con approssimazione 25 chilometri di Trazzere Regie che attraversano vie cittadine e 80 chilometri nell’intero territorio). Prossimamente mostrerò i percorsi con le carte catastali.

3. Regie t., le antiche strade usate, come i tratturi pugliesi, per la transumanza delle greggi”.

In conclusione qualcuno mi può indicare con la carta che abbiamo visto sopra-Mare-Montagna-dove soggiornavano le gregi? Immagino al Mare e nell’alta stagione facevano la “transumanza” in montagna; si riposano allo spiazzo della Madonna delle Grazie proseguendo per la montagna. Orrore!

Nonostante le barzellette che abbiamo visto, la trazzera armentizia è una strada che cammina in linea retta, attraversa le campagne e infine, come per i tratturi pugliesi, e usata per la transumanza. Tuttavia a differenza dei tratturi di Puglia, la transumanza più antica iniziava nel mese di settembre con la festa di San Michele 29 settembre e terminava nel mese di maggio. Invece per la Sicilia la transumanza per le calure estive immagino che iniziava nel mese di maggio e terminava a fine settembre, in particolare nel

territorio pianeggiante di Catania.

Dall’Abruzzo partivano cinque Regi Tratturi:–L’Aquila-Foggia chiamato anche Tratturo MagnoCenturelle-MonteseccoCelano-FoggiaPescasseroli–CandelaCastel di Sangro-Lucera. (Vedi capitolo II-parte IV pubblicato il 5 marzo 2016).

Ecco una mappa topografica

Opera del professore Laffi Umberto Docente di Storia romana all’Università di Pisa. Qui sotto riporto la pagina 185 che ho fotografato, dove leggiamo che gli itinerari sono i tratturi denominati itinera callium e che una prima descrizione è stata fatta da Varrone in età di Marco Aurelio (121-180 d.C.)

Richiamare i cinque tratturi non è una lungaggine dell’articolo, ma, evidenzia che per i tratturi esistono evidenti tracce e  documenti, per le Regie Trazzere armentizie non esistono ne tracce, ne documenti.

Adesso  riporto brevi passi testuali  dell’unica e sola opera dell’architetto Santagati  che ci farà conoscere le ipotetiche trazzere armentizie dei millenni passati, tratti dal convegno di Monforte San Giorgio del 17-19 maggio 2014

ECCO IL TESTO E I BREVI PASSI TESTUALI

LUIGI SANTAGATI*

QUANDO LE TRAZZERE NON SI CHIAMAVANO TRAZZERE**

“E’ giusto precisare che l’argomento che sarà trattato in appresso, non ha ricevuto sinora nessuno studio serio né tanto meno approfondito, che non esistono libri nè articoli relativi alla transumanza, sono venuti da indicazioni orali dati da pastori ormai anziani che a loro volta avevano avuto notizie da altri pastori nella loro gioventù”.

“** Desidero innanzitutto ringraziare il dr. Stefano Fontana di Trapani, da me conosciuto in occasione di un convegno tenutosi a Trapani il 18 febbraio 2014, per l’aiuto fornitomi senza il quale non avrei potuto terminare questo contributo, nonchè il Dr. Antonino Messana di Alcamo a cui sono grato per il materiale fornitomi”.

LUIGI SANTAGATI

La mappa in alto mostra le principali vie della transumanza che sono le seguenti: la trazzera delle Vacche; la trazzera degli Jenchi; la trazzera Mare-Montagna. I tracciati sono chiaramente indicati con le città. Tuttavia osserviamo che tutte camminano in linea retta.  Non occorre evidenziare che non sono percorsi della carta catastale e nemmeno gli 11.500 chilometri di trazzera demanializzati.

Questo è un primo approccio per significare che in Sicilia non potevano mai esistere 11.500 chilometri di trazzere in epoca arcaica per la transumanza.

Per ulteriore chiarezza riporto testuali due brani del NUOVISSIMO DIGESTO ITALIANO a cura di ANTONIO AZARA -ERNESTO EULA-terza edizione 1957- volume XIX pagina 656.

Primo brano: …”A differenza delle strade ordinarie, che necessitano di varie e complesse opere di costruzioni, queste vie di comunicazione, che danno luogo, sono pertanto lasciate allo stato naturale, senza pavimentazione, ove vi possano crescere le erbe per il nutrimento degli animali alla forma più primitiva del pubblico passaggio ….in ordine alle trazzere, “alla consistenza materiale delle strade statali costruite con tutti gli accorgimenti tecnici e ricche di opere d’arte quali ponti, viadotti, gallerie, ecc, che ne facilitano lo svolgimento, le trazzere contrappongono il loro semplice e spoglio tracciato, generalmente costituito da larghe piste allo stato naturale, delineato nel corso dei secoli dal passaggio degli armenti”…

         Quindi abbiamo dimostrato correttamente le seguenti caratteristiche particolari delle trazzere armentizie rispetto alle pubbliche vie, esse sono: 1) strade primitive che camminano in linea retta;

2) tracciato viario naturale, incolto e erboso;

3) di grandi piste ove gli armenti nel cammino nel corso della transumanza possono mangiare erbe e riposarsi. 

In chiusura osservo incidentalmente che il Servizio Demanio Trazzerale con circolare protocollo n. 144 del 29 febbraio 2008 impartisce ordini ai Sindaci di “vigilare sulle Regie Trazzere e inserirle nel Piano Regolatore.

Ecco la circolare

 Qui leggiamo a conferma del nostro discorso a chiare lettere che le trazzere demanializzate sono niente di meno che “REGIE TRAZZERE ARMENTIZIE”. Quindi 11.500 chilometri di Trazzere sono stati ricavati dalla carta catastale del 1929.

Fonte: Rivista del Catasto Italiano e dei Servizi Erariali-anno VIII n. 1 gen. feb. 1941-custodito dalla Biblioteca centrale di Palermo.

Sicuramente da questa mappa ricaviamo un percorso che non rispetta le regole della linearità e quanto meno i luoghi di transumanza, mostra invece un percorso magari maggiore rispetto alle 11.500 chilometri di trazzere armentizie demanializzate e appartenenti al patrimonio regionale.

La “truffa” è lapalissiana, anche senza il “dolus malus”.

Per la mia cara città di Alcamo tutte le strade che entrano in città e attraversano vie cittadine sono TRAZZERE REGIE ARMENTIZIE.

ECCO LA PIANTA DEL PIANO REGOLATORE COMANDATA DALLA CIRCOLARE DEL 28 FEBBRAIO 2008 CON  80 (MOLTO APPROSSIMATO) CHILOMETRI DI TRAZZERE DI PROPRIETA’ DELLA REGIONE.

In chiusura mostro in basso l’attestato firmato dal Demanio Trazzerale che riconosce con la pianta del Catasto e certifica una Regia trazzera armentizia di metri 37,68 appartenente al demanio armentizio della nostra Regione Siciliana. In chiusura è pure notorio che in Sicilia fino alla metà dell’800 non esistevano strade. La rete stradale che abbiamo visto è stata iniziata dai Borboni e terminata dallo stato Italiano fino ad arrivare al 1938.

Bell’affare per la REGIONE!

ANTONINO MESSANA

Le FAVOLOSE REGIE TRAZZERE rendono oggi 50 milioni di euro alla REIONE SICILIANA ESTORTI A INNOCCENTI PROPRIETARI CAPITOLO I-Parte II

CAPOVERSO DEL DISEGNO DI LEGGE

Al   tempo   stesso,  la  revisione  delle   Regie   Trazzere,

     costituendo  le  stesse  una fonte di incassi  per  la  regione

     siciliana,  attraverso gli oneri di legittimazioni  pagati  dai

     cittadini  interessati, dovrà essere accompagnata  da  adeguata

     disposizione  finanziaria  che  possa  coprire  questi  mancati     

La scorsa puntata del 5 aprile commentando il capoverso in alto impresso del disegno di legge abrogativo delle vecchie larghezze degli 11.500 chilometri di Regie Trazzere che hanno creato il demanio armentizio della Regione Siciliana, ho sostenuto che chiamare le arcaiche strade armentizie semplicemente Regie Trazzere camuffava “dolo” o quantomeno “linguaggio mascherato”. Tanto è vero che soltanto le strade armentizie potevano avere una larghezza di canne 18 e palmi 2 corrispondenti a metri 37 e centimetri 68. Oggi le autostrade hanno corsie di appena 25 metri. Così ho concluso che le trazzere armentizie sono:

1) strade primitive che camminano in linea retta;
2) tracciato viario naturale, incolto e erboso;
3) di grandi piste ove gli armenti nel cammino del corso della transumanza possono mangiare erbe e riposarsi.

Non occorrono scienziati per sostenere e per verificare che le strade del Catasto:
a) non sono strade primitive ma costruite con fondazioni e non camminano in linea retta;
b) il cammino viario non è naturale ed erboso;
c) gli armenti nel cammino non possono riposarsi e cibarsi.
Quindi, 11.500 chilometri di Trazzere sono state ricavati solamente dalla carta catastale sotto riportata. La cifra è astronomica e iperbolica, 10 volte maggiore dei Tratturi di Puglia. Accenno che la transumanza è ricordata pure da Varrone letterato in età Romana e tutt’ora le strade rimaste, lunghissime fino a 250 chilometri sono attraversate in festa. Foggia era la capitale

FESTIVAL DELLA TRANSUMANZA: CULTURA, TRADIZIONI, OPPORTUNITÀ – SALVAGUARDIAMO L’AMBIENTE”
10 set, 2024 | News | View Counts (687)
Si terrà il 14 settembre 2024 a Foggia il “Festival della Transumanza: Cultura, Tradizioni, Opportunità

Come già sappiamo dal 1954 in poi 690 Decreti Assessoriali con le carte del Catasto del 1938 hanno creato il patrimonio armentizio dell’astronomica cifra di 11500 chilometri di almeno due millenni prima di Cristo.

di Antonino Messana

Le mappe sottostanti dimostrano che 11.500 chilometri di Regie Trazzere di trazzere si potevano ricavare unicamente da queste carte.

CARTA IN PRELEVATA DAL SERVIZIO DEMANIO TRAZZERALE

Quest’ultima mappa non mostra differenze rilevanti rispetto alla precedente. Ringrazio chi mi segnala differenze sostanziali.
Per abbondare con le carte, un caro amico molto interessato dei miei studi, che per altro è stato bandiera con i miei studi per due anni abbondanti e poi ha abbandonato, mi ha inviato la sottostante carta prelevata di recente al Servizio Demanio Trazzerale da custodirla gelosamente. Per ringraziarlo gli ho fatto conoscere la superiore mappa del Catasto del 1929 unica e maestra.

Anche in questa non scorgo differenze con le precedenti. Ringrazio chi mi illumina.
Ho già scritto e ripeto il fatto più assurdo che riguarda la lunghezza complessiva delle Trazzere che è stata allungata e gonfiata, portandola a dieci volte maggiore della lunghezza dei Tratturi (vedi Capitolo II-Parte IV pubblicato il 5 marzo 2016). Ma come è possibile ciò? Ripeto che la sola possibilità è scritta nelle carte del catasto sopra riportate. Non esistono altre carte che possono dimostrare il contrario. Il percorso che abbiamo letto è solo astronomico. I 690 Decreti Assessoriali sono “Follie”! Non occorrono altre prove per tenerli in piedi. Solo pazzi, scemi, psicopatici, giustificano dopo 71 anni di fare cassa da 50 milioni di euro l’anno.
Seguono le scalette dei preamboli del disegno di legge abrogativo delle larghezze delle trazzere.

I titoli costitutivi sono le Relazioni di Demanialità che sono false e bugiarde non rispettano leggi e il regolamento (violazioni delle fonti giuridiche). I cammini sono a convenienza senza rispettare i cammini sia del Catasto che della stessa Relazione. In altre parole “predicano bene e razzolano male

Il Catasto italiano è titolo per pagare le imposte terreni e abitazioni non per certificare e vendere Trazzere armentizie larghe quasi metri 38.
Con questi accenni di risposta ai quesiti mossi dai preamboli, ma incisi, allora il disegno di legge parte con oggetto generico vago e molto approssimativo e pure poco convincente e persuasivo in commissione d’esame e studi.
Per altro verso, i 690 Decreti Assessoriali del 1954 sono concreti e però dannosi, tanto che hanno creato un orribile e vergognoso patrimonio armentizio della Regione Siciliana formato di 11.500 chilometri Regie Trazzere armentizie, con atti normativi falsi è infondati tanto che hanno pure disobbedito alle leggi in vigore. E qui casca “’asino”! Entro nel merito.
La Gazzetta Ufficiale del Regno D’Italia del 8 ottobre del 1917 pubblica il decreto legge luogotenenziale n. 1540 relativo al nuovo regime delle trazzere di Sicilia.

ECCO LA GAZZETTA

All’articolo 2 del decreto abbiamo letto: saranno eseguiti In base ai titoli probatori, carte descrittive, elenchi, tracce esistenti sui terreni, l’accertamento, la revisione della consistenza (larghezza e lunghezza della Strada) e la conseguente reintegra…
Questo articolo 2 è ripetuto dal Regio Decreto 30 dicembre 1823 n.3244 e dal Regio Decreto 29 dicembre 1927 n. 2801 che approva il regolamento per l’assetto definitivo dei tratturi di Puglia e delle trazzere di Sicilia con quale variazione.
all’articolo 1 recita: “Tutti i titoli, carte ed elenchi dei tratturi e delle trazzere, già compilati in esecuzione delle precedenti regolamenti e comprovanti la pertinenza di tali beni al Demanio dello Stato, continueranno ad avere efficacia giuridica ad ogni effetto…
Replico subito che l’ex Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia, ieri come oggi, non ha né titoli probatori, né carte descrittive, né tracce esistenti sui terreni. Pur tuttavia ha creato, dal 1954, 11.500 chilometri di Trazzere allargando a metri 37 e centimetri 68 le strade di Sicilia ricavate dal Catasto del 1938 e autorizzate da 690 Decreti Assessoriali del tutto infondati. Prendo in esame il Decreto che dichiara della demanialità della trazzera Alcamo-Castellammare Prot. 2/5187 n. 237/390-datato Palermo 2 febbraio 1954, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 24 luglio 1954.

ECCO IL DECRETO IN ORIGINALE E CON BOLLO

Comincio con la “Relazione di Demanialità”: VISTA la relazione in data 31.12.952 dell’Ufficio Tecnico Speciale per le trazzere di Sicilia dalla quale risulta, in base a numerosi ed inoppugnabili titoli probatori, che la trazzera Alcamo-Castellammare del Golfo nel tratto ricadente nel territorio dei comuni Alcamo-Castellammare del percorso di circa Km. 9.300 è di pertinenza del demanio Regionale. Licenzio subito le parole “INOPPUGNABILI TITOLI PROBATORI”, nominando gli articoli 24 e 103 della Costituzione. Articolo 24: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi… articolo 113: “Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria e amministrativa”…. Pertanto con l’avvento della Costituzione (2 giugno 1946) qualsiasi titolo o atto giuridico buono o cattivo è impugnabile, addirittura con due gradi di giurisdizione. Quindi il Decreto in parola già è falso, furfantesco, ingannatorio e vergognoso, come dimostrerò vuole impaurire e raggirare poveri innocenti usurpatori di porzioni di Regie Trazzere.
Adesso analizziamo: VISTO il R.D. 30.12.1923, n. 3244 sul regime delle trazzere.


Qui non ci piove! Per procedere all’accertamento e alla revisione della consistenza delle trazzere occorrono titoli probatori, carte, elenchi e tracce sui terreni o altro elemento possibile a mio giudizio sempre compatibile.
È la volta dell’articolo 2 (non nominato nel Decreto Assessoriale che è importante da leggere) e dell’articolo 3: VISTO l’art. 3 del R.D. 1927 n°2801;
R.D. 29 dicembre 1927, n. 2801 (1). Approvazione del regolamento per l’assetto definitivo dei tratturi di Puglia e delle trazzere di Sicilia. (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 28 febbraio 1928, n. 49.
TITOLO I Della consistenza e dell’assetto definitivo dei tratturi e delle trazzere Capo I Accertamento e revisione della consistenza

1. Tutti i titoli, carte ed elenchi dei tratturi e delle trazzere, già compilati in esecuzione delle precedenti norme regolamentari e comprovanti la pertinenza di tali beni al Demanio dello Stato, continueranno ad avere efficacia giuridica ad ogni effettoLe aggiunte, variazioni e diminuzioni da apportarsi agli elenchi suddetti sono disposti dal Ministero dell’economia nazionale ed hanno luogo mediante pubblicazione sul foglio degli annunzi legali delle province interessate.

2. Ai fini dell’art. 2 del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3244, i Comuni, gli altri Enti, e tutti coloro cui sia nota l’esistenza di tratturi, di trazzere, e di usurpazioni o di occupazioni su di essi esistenti, nel termine di mesi due dalla pubblicazione di apposito avviso nel Foglio degli annunzi legali, possono presentare al Commissariato della reintegra, ed all’Ufficio tecnico speciale, sia direttamente, sia per mezzo del Podestà e degli Uffici finanziari locali, le proposte che ritengono opportune e gli elementi e documenti di cui sono in possesso. Agli uffici pubblici è fatto obbligo di dare notizia al Commissariato di reintegra dei tratturi e all’Ufficio tecnico speciale di tutti i documenti riguardanti i tratturi e le trazzere, che siano conservati nei loro archivi, affinché possano trarsi copie autentiche da concentrarsi presso l’Archivio della dogana delle pecore, per quanto riguarda i tratturi, e presso l’Ufficio tecnico speciale, per quanto si riferisce alle trazzere.

3. In base agli elementi di cui all’art. 2 del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3244, formate in occasione di precedenti accertamenti, ed a quelli raccolti ed accertati a norma dell’articolo precedente, il Commissariato per la reintegra dei tratturi e l’Ufficio tecnico speciale per le trazzere procedono:

a) alla generale revisione ed aggiornamento delle piante geometriche già ai fini e per gli effetti di cui al successivo articolo 6;

b) alla identificazione, al rilevamento ed alle altre operazioni necessarie per la delimitazione, terminazione, trasformazione ed assetto definitivo dei tratturi e delle trazzere, per i quali non sussistano precedenti piani di sistemazione (sia stata, o non accertata anteriormente la demanialità), ai fini e per gli effetti di cui al successivo articolo

7. Per i tratturi e la trazzera di nuovo accertamento non potrà procedersi ai lavori di identificazione e sistemazione, se non sia stata previamente accertata e dichiarata la demanialità. 15 Restano ferme le operazioni di revisione, reintegra e sistemazione definitiva…

Anche per questa norma regolamentare occorro: titoli, carte ed elenchi ed a quelli raccolti ed accertati a norma dell’articolo precedente, il Commissariato per la reintegra dei tratturi e l’Ufficio tecnico speciale per le trazzere procedono: a) alla generale revisione ed aggiornamento delle piante geometriche …

L’Assessore DECRETA
È dichiara la demanialità della trazzera Alcamo-Castellammare del Golfo nel tratto ricadente nel territorio dei comuni di Alcamo-Castellammare che attraversa le località indicate nella relazione in data 31.12.1952 dell’Ufficio Tecnico Speciale per le trazzere di Sicilia, ed è autorizzato l’Ufficio stesso ad accertare la consistenza della trazzera medesima.
Palermo 2 FEB. 1954                       F.to G. Germanà

A chiare lettere abbiamo letto che il Decreto Assessoriale visti gli articoli dei Regi Decreti del 1923 e 1927 che come già sappiamo per procedere ad accertare la consistenza delle Regie Trazzere occorrono: titoli probatori, le carte, elenchi e tracce a tal fine i titoli probatori ecc., ecc., li dovremmo trovare nelle Relazioni di Demanialità del 31.12.1952 dichiarati vergognosamente inoppugnabili.
Mi fermo qui per stanchezza e per accorciare la lettura, però non mi arrendo. Quindi adesso propongo una lucidissima pagina del mio primissimo maestro architetto Luigi Santagati che mostra a chiare lettere la radiografia dell’operato dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Ufficio Trazzere.



FONTE: Santagati Luigi– Viabilità e topografia della Sicilia Antica. Volume I. La Sicilia del 1720 secondo Samuel von Schmettau ed altri geografi e storici del suo tempo, Assessorato regionale siciliano ai BB CC AA, Caltanissetta 2006.
In anteprima propongo al lettore la Relazione di Demanialità della Regia Trazzera n°390 Alcamo-Castellammare come un esempio di dimostrazione dei titoli di probanti ricercati e se sono ex lege. Rimando così il mio commento alla prossima puntata.

ECCO LA RELAZIONE ORIGINALE della REGIA TRAZZERA ALCAMO-CASTELLAMMARE DEL GOLFO




ANTONINO MESSANA

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DISEGNO DI LEGGE ABROGATIVO DELLA LARGHEZZA DI METRI 37,68 DELLE REGIE TRAZZERE ARMENTIZIE DELLA SICILIA RIPORTANDOLE ALLA NATURALE LARGHEZZA DEL CATASTO. TANTO E’ VERITA’ CHE 11.500 CHILOMETRI DI TRAZZERE SONO STATE RICAVATE DALLE CARTE DALL’IMPIANTO CATASTALE DEL 1938 E INVENTANDO PICCOLI COLLEGAMENTI NELLE STRADE DI CAMPAGNA E CITTA’ DI ALCAMO. COSI PURE IN TUTTA LA SICILIA.

In primis, per buona informazione mi interrogo: E’VERO CHE LA CASSA REGIONALE introita 50 MILIONI ogni anno PER LA VENDITA DELLE PORZIONI DI TRAZZERE, tanto che ritengo potrebbe costituire un ostacolo all’approvazione della legge? Non posso credere che dopo quasi due anni dalla proposta (16/05/2023) è rimasta morta ed io l’ho scoperto per pura combinazione per l’impegno costante di non far morire i miei scritti.

ARS – Assemblea Regionale Siciliana. Disegno di Legge n488 del 16-05-2023 Disposizioni sulle larghezze delle Regie Trazzere

Questa proposta di legge è intanto una buona novella. Manifesta una coscienziosa iniziativa politica dei partiti e gruppi politici che hanno firmato il progetto. Però adesso è solo un segnale di un buono augurio. Prometto ai miei cari lettori di dedicare, senza dilungarmi, alcune puntate per commentare tutti i commi della proposta in parola di nostro grande interesse, affinché si arrivi al traguardo di liberare con documenti e fermezza instancabile i residui innocenti usurpatori che ancora non hanno pagato (forse meno del 30% secondo notizie fornite dal giornale di Sicilia (Vedi HISTORIA ALCAMI capitolo X-parte II-LE ABITAZIONI DELLA VIA SAMPOLO pubblicato il 28 settembre 2019).

di Antonino Messana

A tal proposito, inizio con Il terzultimo comma” del disegno di legge che così recita:

Al tempo stesso, la revisione delle Regie Trazzere,
costituendo le stesse una fonte di incassi per la regione
siciliana, attraverso gli oneri di legittimazioni pagati dai
cittadini interessati, dovrà essere accompagnata da adeguata
disposizione finanziaria che possa coprire questi mancati
introiti.

Abbiamo letto che le Regie trazzere legittimati e da legittimare sono fonte notevoli di introiti (da informazioni assunte in merito da politici, le casse regionali incassano 50 miliardi per ciascun anno finanziario) ecco il perché di una “adeguata legge finanziaria”. Motivo da non escludere nel ritardo della discussione in Aula della proposta di legge. Sono già trascorsi due anni, possiamo aspettare ancora altri tre anni per le nuove elezioni.

Da lodare i nominati firmatari del disegno in parola che scrivono che la previsione finanziaria nel bilancio regionale è modesta, vale a dire che nonostante il mancato incasso di 50 miliardi si può facilmente pareggiare nel bilancio di previsione. Bene! Per altro verso, il mancato introito della cassa regionale intanto si tradurrebbe, d’altro verso, in un cospicuo guadagno per il cittadino”. Benissimo! Aggiungo che guadagna sia il cittadino e anche l’intera economia locale. Piccoli lavori soggetti a licenza edilizia costano poco, la trazzera con per pochi metri quadrati costa migliaia di euro.

Ma ce di più. Nel 29 febbraio 2008 il SERVIZIO VII DEMANIO TRAZZERALE CON PROTOCOLLO n.1144 obbliga ben 22 Comuni della Provincia di Trapani ad aggiornare i Quadri unici del Catasto inserendo le Rege Trazzere dichiarate demaniali e appartenenti alla Regione. Ecco le testuali parole …si ritiene opportuno che i Comuni in indirizzo aggiornino, in raccordo con lo scrivente, i Quadri di Unione dei Fogli Catastali inserendovi le RR.TT (Regie Trazzere).

la materia è regolata dai R.D. 30.12.1923 n°3244”… (Legge monarchica fascista incostituzionale- Vedi in appendice “IL REGIME GIURIDICO DELLE REGIE TRAZZERE IN SICILIA DEL PROFESSORE SILVIO MAZZARESE-HISTORIA ALCAMI capitolo X-Parte II, pubblicato il 28 settembre 2022)

ECCO LA LETTERA IN FOTOCOPIA

Il premuroso Comune aggiorna il Piano regolatore e allarga le strade del Quadro Unico colorando l’intero “Piano Regolatore” le porzioni di terreno della Trazzera appartenente alla Regione. Così, il cittadino che bisognoso di una autorizzazione edilizia, il Sindaco non perde tempo a verificare la Regia Trazzera è invita il cittadino a legittimare la porzione di terreno usurpato.

Ecco il quadro sintetico del piano regolatore con i numeri le Regie Trazzere aggiornato

Due brevi considerazioni: 1) Qualcuno può dimostrare e certificare che tutte le 15 strade (che attraversano tutte la città di Alcamo) evidenziati con numeri verificabili con l’elenco al fianco della carta del piano regolatore erano tutte nei millenni a.C. trazzere armentizie che praticavano la transumanza dalla zona calda a quella fresca? Solo un pazzo può credere ciò. Rispondo con risposte abbastanza elementari: a) Alcamo nasce con i conquistatori Greci come ci insegna la Storia che peraltro, loro stessi hanno tracciato non trazzere armentizie, ma i primi sentieri; b) le trazzere denominate “REGIE” non sono mai esistite prima della dinastia Borbonica. Infatti solo i decreti borbonici pioneristici pubblicarono, dopo secoli di civiltà, e emanano leggi così motivate: ” amatissimi sudditi, e persuasi che la costruzione delle strade regie rotabili in Sicilia sarebbe stata di sommo utile commercio interno ed esterno e di maggior comodo ‘e sicurezza ai viandanti, avevamo, è già gran tempo, rivolte le nostre paterne cure”…

ECCO I FRONTESPIZI DEI DECRETI 1820-1824

Col Decreto del 27 giugno 1820 le strade e le loro larghezze sono classificate nelle seguenti quattro classi: 1° classe sono quelle strade “che mettono in comunicazione la capitale di questi reali domini colle principali città de’paesi stranieri, e co’ reali dominj al di là del Faro… Appartengono alla 2° classe quelle per mezzo delle quali dalla città di Napoli e di Palermo si comunica co’ capoluoghi delle provincie o delli valli, , e co’ porti di Manfredonia e di Castellammare di Stabia…Costituiscono la 3°classe le strade che mettono comunicazione tra capoluoghi delle provincie o valli, o che partendo da’ grandi comuni delle provincie o valli, menano ad alcuna delle strade di prima classe…La 4°classe finalmente contiene tutte le altre strade che non appartengono ad alcuna delle classi precedenti”…

Le strade di prima classe avranno cinquanta palmi di larghezza totale (50×0,26=metri13)…Le strade di seconda classe avranno quaranta palmi di larghezza totale (metri 10,4)…Per le strade della terza classe la larghezza totale sarà di palmi 36 (metri 9,36)

Tutte le altre strade che non potranno appartenere ad alcuna delle precedenti classi, avranno ciascuno de’ fossi laterali della larghezza di palmi tre (metri 0,78) ciascuno de’ passeggiatoj di palmi sei (metri 1,56) ed il capostrada di palmi 14 (metri 3,64).

Il lettore può verificare i decreti originali in fotocopia

Da ultimo possiamo leggere “che tutte le strade di nuova costruzione saranno provinciali e comunali con fondi regi con particolari riguardi per le città di Noto, Caltanissetta e Girgenti…Le strade che rimangono a costruirsi”…

In chiusura leggiamo che le strade regie ancora da costruirsi sono quelle che dalla capitale vanno a Messina, Catania, Girgenti Siracusa e Trapani.

RE Ruggero II (1095) le vecchie strade esistenti li ha chiamate non strade regie, ma “REGALIE” perché tutte le strade appartenevano alla Corona cioè al RE però al servizio del pubblico.

Allora, è pienamente dimostrato che 11.500 chilometri Regie Trazzere armentizie nei millenni non potevano esistere; quelle “Regie” sono quelle ipotetiche strade prima del 1824 che purtroppo non esistevano e non potevano avere una larghezza di metri 38 arrotondate. Le uniche strade Regie costruite dai Romani (per le guerre puniche) erano da tempo perdute. Prossimamente ci sarà occasione di un approfondimento con documenti.

Tuttavia, è utile pensare che i relatori della proposta di legge hanno preso piena conoscenza che la larghezza di 38 metri delle trazzere è infondata e assurda poiché le dichiarate TRAZZERE REGIE della nostra Regione Siciliana aggiungo che non sono nientemeno che pubbliche strade copiate dal Catasto 1938, dopo ben 33 anni (1917-1954) dalla pubblicazione del decreto che istituisce L’Ufficio Tecnico Speciale Trazzere di Sicilia.

Sicuramente nel 1938 la rete stradale era completa. Pur, tuttavia, le strade principali esistenti e da costruirsi dal 1778 al 1860 sono illustrate dalla sottostante carta

Fonte: Vincenzo Emanuele Sergio, Giuseppe Perez– UN SECOLO DI POLITICA STRADALE IN SICILIA.     A cura di Carmelo Trasselli- Salvatore Sciascia Editore-Caltanissetta – Roma 1962. Custodito dalla Biblioteca Dipartimento Città e Territorio collocazione 542-8.2.20 della facoltà di Ingegneria di Palermo (LA DELIBERA DEL 5 APRILE 1778 DEL PARLAMENTO SICILIANO per la costruzione delle strade in Sicilia. Vedi capitolo IV-parte I pubblicato il 20 aprile 2016).

Ritorno alle piante catastali del 1938; è pura verità che il Demanio Trazzerale certifica le trazzere Regie utilizzando le carte catastali che certamente non certificano una trazzera armentizia di transumanza. Allora, il Catasto per la legge non è prova (cioè l’iscrizione del terreno o bene immobile al Catasto non prova la proprietà), ma per il Demanio Trazzerale prova la Trazzera Regia di metri 37,68. Solo pazzie!

ECCO UN ESEMPIO

Incredibile! Però pazzesco: per il cittadino non è titolo, in questo caso per la Regione è documento che attesta un REGIA TRAZZERA ARMENTIZIA DI METRI 37,68.

Le strade create con 690 Decreti Assessoriali sono barzellette che fanno piangere e possono con immediatezza essere revocati con altro decreto (atto amministrativo).

Concludo questa puntata mostrando in basso con il solo ed unico articolo 1 del disegno di legge presentato 16 maggio 2023 dai parlamentari e gruppi politici di maggioranza (salvo franchi tiratori se il disegno arriverà alla votazione in Aula per la votazione finale).

Questo articolo 1 prescinde di qualsiasi dissertazione sull’esistenza delle trazzere di transumanza dei millenni passati, ma con semplicità e con poco scritto uguaglia correttamente le larghezze delle Regie Trazzere armentizie a quelle del Catasto, così annullano le “non provate usurpazioni”.

Evidenzio che già nel lontano 2009 il Consiglio Comunale di Trapani ha deliberato la piena appartenenza ai proprietari dei terreni prospicienti alle Regie Trazzere individuate in Catasto.

Questo articolo 1 prescinde di qualsiasi dissertazione sull’esistenza delle trazzere di transumanza dei millenni passati, ma con semplicità e con poco scritto uguaglia correttamente le larghezze delle Regie Trazzere armentizie a quelle del Catasto, così annullano le “non provate usurpazioni”.

ECCO LA DELIBERA

Questa delibera è rimasta lettera morta.

ANTONINO MESSANA