LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE NEL 2021 LA REGIONE SICILIANA HA BATTUTO CASSA PER 400 MILA EURO

di Antonino Messana
ECCO UN ESEMPIO CLASSICO DI LETTERA DEL SERVIZIO DEMANIO TRAZZERALE CHE ELENCA, ALLEGA E INVIA AL RICHIEDENTE INCRIMINATO INNOCCENTE USURPATORE, “FALSI E BUGIARDI” TITOLI PROBATORI DICHIARATI INOPPUGNABILI DAI 690 DECRETI ASSESSORIALI CHE LEGALIZZANO 11500 km. DI REGIE TRAZZERE LARGHE METRI 37,68 E FORMANO ADDIRITTURA IL PATRIMONIO ARMENTIZIO DELLE REGIE TRAZZERE DELLA REGIONE SICILIANA.
La scorsa puntata del 1° luglio con riferimento alla sopra riportata lettera del Servizio Demanio Trazzerale protocollo n.16760 del 02 marzo 2021 abbiamo avuto la conferma che il Servizio in parola con le carte dell’Istituto Geografico Militare moderne ha manifestato la più grande truffa di provare e dimostrare che la Trazzera 488 Rosignolo(Calatafimi)-Alcamo sarebbe stata nei millenni Trazzera Regia armentizia di palmi 18 e canne 2 corrispondente a metri 37 e centimetri 68.
In basso mostro con commento le carte topografiche sporche e senza significato che sono i titoli probatori della Regia Trazzera Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo. Il Tizio richiedente deve costruire la propria casa ad Alcamo in Via Kennedy, nelle vicinanze di Largo Balatelle, dichiarata nel 1954 Trazzera Regia. Forse non ha diritto di chiedere i titoli di proprietà e di larghezza della trazzera dichiarata di proprietà della Regione Siciliana, pagando pure gli assurdi e illegali diritti di ricerca? Anticipo che i 75 euro pagati sono stati rubati, apportando un bel niente in assoluto.
Ecco la “bellezza” dei titoli probatori elencati nella missiva di protocollo n.16760 del 02 marzo 2021 in copertina riportata.
Quadro unico Catasto 1938
Il tracciato di colore giallo è la trazzera armentizia di metri 37,68. Incredibile! Catasto 1938. Nei pressi della contrada Coda di Volpe la trazzera si allaccia pure alla strada statale 119, i cui lavori di costruzione risalgono al 1900. Nel 1938 erano sicuramente terminati. Mancano la Via Kennedy, la contrada di Alcamo Coda di Volpe; confina con il fiume Freddo e lo sbarco in territorio di Calatafimi. C’è qualcuno o un perito che può confermare e dichiarare la Regia Trazzera di quasi 38 metri con percorso dalla città di Spiazzo Balatelle fino al fiume Freddo in contrada Coda di Volpe? Neanche un folle!
Altra magnificenza di carta topografica la cui Regia Trazzera è colorata gialla
Carta moderna dell’Istituto Geografico Militare di Firenze. Intanto non mostra lo sbocco al fiume Freddo né alla contrada Coda di Volpe. Avviso il lettore che attraversando il fiume Freddo dalla contrada Coda di Volpe si sbarca in territorio di Calatafimi. Peraltro il ponte l’ha costruito lo Stato italiano. La carta non indica i luoghi sosta di transumanza tra Alcamo e Calatafimi (le mandrie forse passeggiavano) e, se per caso attraversavano il fiume, le pecore in transumanza necessariamente nuotavano. Però nessuno sa se la transumana partiva da Calatafimi, distretto montuoso, o da Alcamo, più pianeggiante, con un’alta montagna di quasi 900 metri.
Questa è una carta dell’Istituto Geografico Militare sicuramente del Regno italiano. A mio giudizio occorreva replicare alla missiva del Servizio Demanio Trazzerale per spiegazione se comprova la Regia Trazzera Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo (Piazza Balatelle). Giro la domanda. È solo indecenza, oscenità, immoralità e oltraggio vergognoso!
Carta di Ferdinando I 1810. È solo una schifezza! Mi tremano le mani e mi rifiuto di commentarla. Lascio a tutti i lettori l’ardua sentenza!
Da quanto abbiamo appreso dai documenti e dalle lettere fornite da un ufficio pubblico denominato Servizio Demanio Trazzerale, ne discendono, come abbiamo già osservato, la mala fede e la ruberia di detto Ufficio, del tutto chiare e lapalissiane. In altre parole, prende addirittura per i fondelli l’ignoranza di gente comunissima che paga o pagherà. Volente o nolente!
Stando così le cose, resto sorpreso dell’Assessorato all’Agricoltura che ha commissionato e sponsorizzato il primo ed unico libro di storia delle trazzere armentizie di transumanza estiva, dalle pianure alle zone fresche montagnose, quando giace da tre anni nella Commissione Parlamentare un disegno di legge che riporta la larghezza delle trazzere a quella del Catasto. Ecco per i miei lettori “Le Vie della Bellezza delle Regie trazzere della Regione Siciliana”. Accetto i commenti positivi o negativi.
In aggiunta a quanto già scritto, espongo una cronistoria mia personale con carte e documenti che ho rintracciato da oltre 15 anni, peraltro già pubblicata con il titolo “LA FAVOLA DELLE REGIE TRAZZERE” (gennaio 2015). Adesso mi avventuro con le “false bellezze”. Le mie finalità, forse speranze perdute, sono di invogliare e fornire documenti e carte alla Commissione Parlamentare per portare in Aula il disegno di legge per ricondurre i 11500 km di Regie Trazzere alla larghezza del Catasto..
Comincio con la sottostante circolare protocollo 1102 del 29 febbraio 2008. Vale a dire, documenti di 18 anni addietro, che, pubblicati, potranno creare storia moderna con documenti antichi.


Nella seconda pagina abbiamo letto: “Considerato che la causa di irregolarità è da ricercarsi nelle errate iscrizioni del Catasto che non sono probatorie… Benissimo!
Osserviamo che, per i certificati di demanialità che il Servizio Demanio Trazzerale rilascia ai richiedenti proprietari, si fa uso a pieno titolo del Catasto 1938, come quelli riportati di seguito.


Leggiamo che le zone colorate in giallo della presente planimetria, comprese le due linee parallele, distanti tra loro 37,68 metri, risultano essere di proprietà del Demanio pubblico armentizio…. Ma con quali titoli ? Credo fermamente in quelle falsità sopra ben dettagliate e descritte. Allora, il Servizio Demanio Trazzerale con queste “attestazioni catastali” e la superiore lettera circolare protocollo n. 1102 del 29 febbraio 2008 diretta ai Comuni della provincia di Trapani che dichiara che il Catasto non ha valore per gli usurpatori che hanno pagato e pagano oggi ancora le tasse, mentre per il Servizio per far cassa, sì! Forse non gioca con le famose tre carte alla napoletana? Infatti: 1) con la circolare diretta ai Comuni, il Catasto è pienamente valido e “vince” il Demanio Trazzerale; 2) con gli attestati catastali di appartenenza della strada allargata da due linee a quasi 38 metri, secondo la legge, il Catasto ha solo valore fiscale , non prova la proprietà di appartenenza; qui “perde” il Servizio Trazzerale; 3) in ultima analisi, “vince” il Servizio Demanio Trazzerale e l’innocente dovrà pagare. Vergogna! “Solo un re è tanto più potente quando disubbidisce alla legge”! Infatti, ripeto, in Italia il Catasto ha una funzione prevalentemente fiscale e non è probatorio. Vigliacchi!
Vado indietro nel tempo, esattamente negli anni 1785-1787-1788, rispolverando la grandiosa e affannosa ricerca del Maestro Segreto Marchese Buglio, procuratore del Re e responsabile delle strade. Con il 1785 inizia la lunga storia durata almeno un secolo dell’affannosa ricerca e inventariazione delle “Regie Trazzere” conclusa con la Statistica del 1854 che accerta in primo luogo le usurpazioni nelle sei province della Sicilia esclusa la provincia di Agrigento.
ECCO L’INDICE COLLETTIVO 1845
Con questo documento il Re raccoglie i soldi per la costruzione delle strade.
Carta topografica di Giuseppe Perez
Fonte: Vincenzo Emanuele Sergio, Giuseppe Perez– UN SECOLO DI POLITICA STRADALE IN SICILIA. A cura di Carmelo Trasselli- Salvatore Sciascia Editore – Caltanissetta – Roma 1962. Custodito dalla Biblioteca Dipartimento Città e Territorio collocazione 542-8.2.20 della facoltà di Ingegneria di Palermo
1787 entra a pieno titolo la Regia Segrezia. Responsabile il Maestro Segreto marchese Buglio.
INGIUSTI “DAZI” PRETESI DAGLI STESSI UFFICIALI DELLA CORONA PER IL PASSAGGIO DEGLI ANIMALI IN PUBBLICHE STRADE E DIRETTI VERSO FIERE, PROVOCANO IL GIUSTO RECLAMO DEL MARCHESE MOLETI DI MESSINA-BARONE DI CASTROREALE. IL CONSEGUENZIALE INUTILE DISPACCIO DEL 21 APRILE 1785 FA SCATTARE I PRIMI PROVVEDIMENTI SULLE TRAZZERE PROMOSSE DAL MAESTRO SEGRETO MARCHESE BUGLIO.
1785
Dispaccio del vice Re Domenico Caracciolo che ordina in maniera perentoria di impedire il passaggio degli animali dietro il pagamento di un diritto di erbaggio al passaggio del bestiame di andata e ritorno nelle pubbliche trazzere. Qui si rievocano le Assise di Melfi. CONSTITUTIO DE ANIMALIBUS IN PASCUIS AFFIDANDIS (COSTITUZIONE DEGLI ANIMALI DA AFFIDARE AI PASCOLI). Per la prima volta, entra nel gergo comune la parola “pubbliche trazzere”. Con “Casa d’Asburgo” (Federico II e predecessori) nasce il “DEMANIO”, così le strade appartenevano alla Corona “REGALO”, ai passanti, chiamate appunto “REGALIE” e non trazzere.
Ecco il dispaccio stralciato per brevità
Con il 1° febbraio 1788 accenno brevemente alla lunga e fatidica storia del Maestro Segreto con un brano stralciato della Consulta. Qui il Maestro esprime e definisce quanto appresso: 1) la ”TRAZZERA” è quella Via che da una citta porta ad un’altra città; 2) per “ VIA PUBBLICA” quella che porta ai mulini, paratori o fiumi pubblici; 3) la trazzera deve essere larga per poter passare il bestiame (mille armenti nei due sensi) e perciò in alcuni luoghi ove abbonda il bestiame è più larga degli altri luoghi; 4) Vostra Eccellenza (rivolta al Re) deve stabilire la larghezza (della Trazzera) per uniformarsi ai luoghi che tragittano armenti. Adesso per allora, dal 1954 tragittano armenti e bestiame in lunghe trazzere di 11.500 km.. Da ricordare che con la casa d’Assurgo la Sicilia contava di appena 200 mila abitanti.



Seguono Rescritti e Contenziosi dopo il dispaccio del 1811 e la battaglia continuerà fino al 1860 con gli atti di reintegra e riscossione dei tributi a carico degli usurpatori (Vedi fondo Intendenza negli Archivi di Stato della Sicilia)
Ecco un esempio tra fascicoli per usurpazioni: Castellammare e Calatafimi che investono l’intera provincia di Trapani.

Ecco esempi di rescritti per la reintegrazione di trazzere e contenziosi.


Alcamo e il suo territorio tutto una trazzera alla fine ed a prezzi di oggi pagherà 3.760. 000 euro.


Quadro unico Ufficio Trazzere Piano Regolatore di Alcamo
In chiusura accenno brevemente la sentenza della Corte di Appello di Palermo tenuta di nascosto con la quale il Servizio Demanio Trazzerale perde dignità e prestigio
Ecco lo stralcio della sentenza


Con il dispositivo della sentenza abbiamo letto che l’Assessorato Agricoltura e Foreste deve risarcire l’appellante per usurpazioni il territorio di Erice. La sentenza è stata appellata in ultima istanza alla Corte di Cassazione in ritardo, cioè oltre i termini di legge. In questi casi l’Assessorato all’Agricoltura aveva l’occasione di riassumere il giudizio ma non è stato promosso. Quindi la sentenza della Corte di Appello è confermata e valida, ma tenuta al buio. Così parte del terreno dei ricorrenti proprietari è libera e non di proprietà della Regia Trazzera della Regione Siciliana. Allora occorre spiegare il perché l’Assessorato poteva riassumere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione e non ha provveduto. Rispondo subito per ben nascondere la sentenza e la perduta causa. Capire il motivo è piuttosto semplice. La causa è stata fondata sulla perizia di Girolamo Vairo del 1788 che ha negato con documenti l’esistenza di Regie Trazzere nell’intera provincia di Trapani. La perizia ribadisce che in provincia di Trapani da Nord a Sud esiste una sola ed unica trazzera larga palmi 40. Il palmo napoletano è cm. 26,40 × 40 cm. 1058:100=10,58 metri. Addio trazzera del patrimonio armentizio della Regione Siciliana. Riporto in basso uno stralcio della perizia in parola.
In conclusione la sentenza in discorso della Corte di Appello è stata fondata su due pilastri: in primo luogo sulla perizia Vairo che riconosce un’unica Regia Trazzera nel territorio di Trapani che cammina per Calatafimi-Alcamo e prosegue, con una larghezza di 40 palmi (metri 10,58) ; In secondo luogo il Decreto borbonico del 1820 che classica le strade in provinciali e comunali e nomina “strade Regie” quelle che dalla capitale uniscono le sette province della Sicilia e sono larghe 10,32. Con queste conclusioni era prudente da parte dell’Assessorato all’Agricoltura tacere, vale a dire non creare giurisprudenza negativa sfavorevole per i 11.500 km che potevano restare in bocca a tutti, in particolare agli avvocati.
Un piccolo appuntino dalla documentazione che abbiamo letto ed elencato dove si collocano “le vie della bellezza” delle Regie Trazzere della Regione Siciliana?
NEL FUMO, NEL CONTRABBANDO E NEL PASCOLO ABUSIVO. Infatti , come sappiamo, con il Catasto l’Assessorato all’Agricoltura crea 11500 km.di trazzere in tutta la Sicilia. Con l’Indice Collettivo, i fascicoli delle usurpazioni (come quelli di Castellammare e Calatafimi sopra riportati e visti), i Rescritti e con l’Agenzia del Contenzioso, il Borbone raccoglie il denaro per costruire le strade e la Regione Siciliana dopo tre secoli continua a rubare. Infine, con la sentenza della Corte di Appello di Palermo e la perizia Vairo , l’Assessorato all’Agricoltura perde il pelo e la lana. Adesso con LE SOMME INCASSATE DALLE BELLEZZE DELLE PASSEGIATE AUMENTA E INCREMENTA LE ENTRATE IN BILANCIO.
In chiusura mi riposo abbandonandomi alla calda estate. In autunno prometto che continuerò a cimentarmi con i dettagli della sentenza della Corte d’Appello, collegandola con la perizia Vairo, valida pure anche per la provincia di Palermo. La pubblicherò interamente per i palermitani. Pubblicherò pure interamente il lungo Decreto Assessoriale soffermandomi sulle assurde Regie Trazzere che attraversano la città e l’intero territorio di Alcamo, come già abbiamo visto. Utile pure per la parte che interessa il territorio di Palermo anche per i palermitani, in particolare per il percorso da Partinico a Piazza Indipendenza.
Buona estate e buone vacanze ai cari lettori.
Antonino Messana
LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE NEL 2021 LA REGIONE HA BATTUTO CASSA PER 400 MILA EURO
Le sopra impresse carte topografiche, lettere, carte catastali, dell’Istituto Geografico Militare, sarebbero i numerosi titoli inoppugnabili dei 690 Decreti Assessoriali. Aggiungo le carte topografiche di Smith del 1826 e la carta dello Schmettau del 1720 che leggeremo in basso.
ECCO L’ESEMPIO DI CASTELLAMMARE

di Antonino Messana
Si scrive bene e bisdrucciola male
Ecco il FALSO EPISTOLARE DEL SERVIZIO DEMANIO TRAZZERALE
SECONDA PUNTATA
Con la puntata del 13 giugno scorso ho pubblicato la sottostante lettera di risposta protocollo n. 16740 del 02/03/2021 riportando a nudo l’allegato n. 5-copia stralcio carta topografica della carta Smith che non è stata inserita nel plico di lettera. Adesso commenterò gli altri allegati: 1, 2, 3, 4, peraltro già allegati congiuntamente in copertina per una visione e istantanea e immediata degli argomenti da trattare. A tal fine ripropongo in basso la lettera del Servizio Demanio Trazzerale per comodità di lettura
Ecco la carta Smith
Ecco lo stralcio in miniatura
Le tre carte sono eloquenti: da Coda di Volpe non c’è alcuna strada né per la città né per il monte Bonifato. La strada in neretto Alcamo-Calatafimi è la strada percorsa da GARIBALDI (vedi puntata del 13 giugno scorso). Invece risulta abbastanza chiara la strada Rosignolo Coda di Volpe. Per abbondare propongo la mia vecchia “Favola”
Pubblicata per la prima volta da Alqamah-Redazione
31 Ottobre 2020
Entro in argomento con la missiva protocollo n.16740 del 02/03/2021 del Demanio Trazzerale sopra riportata.
Allegato n.1) copia stralcio del quadro d’unione catastale del territorio di Alcamo, scala 1:20.000.

Intanto la carta del Catasto del 1938 non convalida una qualsiasi Regia Trazzera, a maggior ragione una trazzera armentizia di quasi metri 38.
Affiancata, ho riportato lo stralcio della carta Smith del 1826 che, come sappiamo, non mostra alcuna traccia da Coda di Volpe ad Alcamo (piazza Balatelle).
Mostro in basso le carte IGM unite Calatafimi-Alcamo 1865
La carta mostra una strada curvilinea evidenziata con tratto di penna rossa che da Sud scende dalla città e a poca distanza sale sul monte Bonifato. A Coda di Volpe osserviamo l’attuale S.S. 119 e non osserviamo alcuna strada che arrivi ad Alcamo o sul monte Bonifato.
Altra conferma la troviamo nella sottostante carta Calatafimi-Alcamo IGM, simile e più leggibile della precedente carta del 1865 .
Adesso notiamo a chiare lettere una strada segnata con un tratto di penna rossa una strada che arriva e si ferma in contrada Fastuchera. Al fiume Freddo osserviamo l’attuale S.S. 119 e nessuna strada che sale verso Alcamo o Monte Bonifato.
Ecco le due carte: Catasto 1938 e Riviste del catasto 1929.
Per accorciare e farla breve, l’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia nel 1954 l’ha ricavata e disegnata dalla Rivista del Catasto del 1929, come evidenziato con penna rossa.
Ecco il bellissimo disegno
Sventrata a pieno titolo la beffa, il primo imbroglio e mala fede per far pagare non solo l’usurpazione, ma pure le carte false. Bastardi!
Vado avanti con l’allegato n. 2
Questa carta IGM moderna (i falsari del Servizio Demanio Trazzerale si sono astenuti dall’indicare una data) vuole indicare la trazzera da Rosignolo al fiume Freddo, non di nostro interesse.
Allegato 3
La carta mostra l’arrivo in città, mostra anche le contrade, Rocca Liscia, Fastuchera, Coda di Volpe (a differenza delle altre carte), ma non mostra il fiume Freddo. Sicuramente non prova una trazzera di 38 metri.
La strada Piazza Balatelle- contrada Fastuchera la conosco bene: l’ho camminata con i miei piedi. Ecco alcune foto

Ecco la sequenza delle foto dalla statale 119
Da sinistra l’accesso alla strada comunale Tre Santi dalla SS. 119; il bivio alla vetta che conduce al Baglio e al montagnone di pietra intersecata. Bene! Trazzera poco meno di 38 metri.
Per converso ho camminato a piedi dalla Via Kennedy fino al boschetto e al Baglio Fastuchera. Riporto in basso la sequenza della strada da Via Kennedy, segue l’ingresso al bosco, l’uscita dal bosco verso il Baglio.
Dalle foto panoramiche si rintracciano pure le due strade per Calatafimi (percorso di Garibaldi) e del bosco di Calatafimi.
Allegato 4

ECCO LA BEFFA
Prendono lucciole e le scambiano a prezzo alto per lanterne. “Meglio prendono per i fondelli la buona fede chi ha necessità di edificare”.
La carta non dimostra nulla. Il piccolo tratto verde non indica nemmeno un’importante strada; soprattutto non indica neanche l’anno di riferimento o una trazzera di campagna generica. La truffa e il latrocinio sono lapalissiani.
Intanto c’è qualcuno che può sostenere che questa carta è la Schmettau 1720 custodita dalla Biblioteca Nazionale di Vienna?
Conosco bene la carta Schmettau 1720 e anche le successive che mostrerò sotto. Immediatamente ho avuto il sospetto che trattavasi di una carta IGM, però ho interrogato Google ecco la risposta “OVERVIEW”:
“Questa carta, è la Carta Topografica d’Italia dell’Istituto Geografico Militare (IGM) in scala 1:50.000, nello specifico lo stralcio del Foglio 248 “Alcamo”. Bastardi!
Vado oltre con le carte Schmettau a dimostrazione chiara ed inconfutabile non solo di “svergognare” con la citata carta “Schmettau”, scambiata fraudolentemente in mala fede con quella dell’Istituto Geografico Militare. Lo scopo precipuo del Servizio Demanio Trazzerale è quello di inventare e trovare testimonianze o prove fantasiose, come quelle che abbiamo viste, per convincere con coscienza e volontà poveri ignoranti o necessitosi innocenti proprietari, a pagare il “pizzo”. Sventolato con gli occhi delle missive e delle carte, aggiungo che la carta Schmettau 1720 dal Servizio, falsamente e indebitamente nominata, prova l’inesistenza di una trazzera Piazza Balatelle-Coda di Volpe (fiume Freddo) a sfigurare lo stesso “Servizio Demanio Trazzerale furfante e imbroglione”.
Ecco la mappa di Samuel von Schmettau del 1720 custodita nella Biblioteca Nazionale di Vienna.


La carta mostra una sola strada che esce a ovest, punto estremo della città; ai fianchi nord e sud non esistono strade. Leggiamo alcune contrade: Sant’Anna, la chiesa di Santa Maria, Monte Bonifacio. Con un punto ben visibile di colore bianco per indicare il punto di arrivo della Regia Trazzera 488 per il tratto Coda di Volpe-Alcamo. Con l’indizio della contrada Sant’Anna che ci offre la mappa, abbiamo la possibilità e un indizio certo di rapportarla alle carte del Catasto del 1938.
Ecco lo stralcio del Catasto del 1938
Conclusione: il Servizio Demanio Trazzerale ha scritto, come sopra riportato, che allega la copia della carta Schmettau, scambiandola con una ridicola IGM (Istituto Geografico Militare). Mi ha dato occasione non solo di scrivere lettere con allegati falsi per commutare e scambiare prove, ma, con la carta di Samuel Schmettau, ha ottenuto un’altra bastonata: nel 1720 il tratto della trazzera armentizia di quasi 38 metri, Coda di Volpe, Alcamo non esisteva.
Ecco altra carta successiva al 1720 del figlio di Samuel von Schmettau
Fonte: CRICD – Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione
Passo veloce e schifato con l’allegato 5 che attesta e nomina la carta dello Smith e inserisce nel plico la carta Borbonica 1800-1810. Vergogna! Sono incensurabili vagabondi autoritari, approfittano dell’eventuale ignoranza di gente onesta che deve necessariamente pagare e si fanno pure pagare carte false invertite e pervertire a piacimento che prendono in giro pure la fede pubblica . Ufficio falso con l’eccellenza! Forse unico e solo. Inaudito. Un re era più potente quando disubbidiva la legge.
Allegato 5
Mi rifiuto di commentarla. Quella linea gialla non prova nulla: è solo una maschera mascherata da un “Servizio ladro”.
Ecco la prova che comprova il latrocinio
Ritengo utile ripetere il Decreto Assessoriale della Regia Alcamo-Castellammare 390 per significare che stando come sopra riportate le cose (come carte topografiche, documenti, missive e altri titoli), i 690 Decreti Assessoriali sono falsi e bugiardi.
Ecco il Decreto Assessoriale di Castellammare esemplare
La prossima puntata verrà pubblicata il 15 luglio 2026 p.v. E chiudo il commento della missiva a firma TOMMASO MONTANA sull’argomento dispacci reali del 1799 e del 1811 che gli Archivi di Stato di Sicilia, di Napoli e di Roma non posseggono.
Antonino Messana
APPENDICE

ECCO IL NUOVO LIBRO DELLA REGIONE SICILIANA DA STUDIARE “LE VIE DELLA BELLEZZA”
ECCO LE BELLISSIME VIE ARMENTIZIE DI CANNE 18 E PALMI 2 DEL CATASTO 1929



BARCELLONA POZZO DI GOTTO
ECCO IL PIANO REGOLATORE DI ALCAMO
Regia Trazzera 452 Trapani-Palermo-Corso dei Mille (per ricordare il passaggio di Garibaldi dopo la battaglia di Calatafimi non la falsa Regia di Trapani); Regia Trazzera 488 Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo-Via Kennedy-Via Jenner-Piazza Balatelle; Regia Trazzera 486 Spiazzo Madonna delle Grazie-Via Pietro Maria Rocca-Piazza Balatelle Via Monte Bonifato con deviazione Via Galati (ecco il trapezio) Via SS Salvatore (si congiune con la Via Monte Bonifato- Longarico (inesistente)-Madonna dell’Alto (chiesa della Madonna dell’Alto in cima del monte)


Schizzo Regia Trazzera 486 Chiesa sulla cima del monte Bonifato (Longarico?)
ANTONINO MESSANA
Le dritte (dracier) trazzere armentizie di metri 37,68 dei millenni sono oggi per il Servizio Demanio Trazzerale la trazzera 488 è una ragnatela. Vergogna da scandalo!








































