
Ecco la fonte della rete stradale demaniale del Catasto Italiano 1929.


In Sicilia i Romani per motivi bellici (guerre puniche 210 a.C.) hanno costruito le strade sui tracciati dei “sentieri” percorsi dai Greci. Con la caduta dell’impero Romano nel tempo queste stesse strade sono andate perdute. Nell’intera Sicilia non esisteva rete stradale. Resta storico il ‘700 con il “Tour in Sicilia” dei visitatori stranieri(Inglesi, Francesi, Tedeschi e Italiani). Con l’anno 1778 nasce la necessità impellente della costruzione delle strade rotabili iniziata dai Borboni con i Regi Decreti 1820-1824 fino al 1860 e poi portata avanti dal Regno d’Italia fino al 1929 con le carte del Catasto Italiano. Nel 1901 nacque la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici con la legge n. 321 del 7 luglio 1901. A partire dal 1954 le strade del Catasto si allargano a metri 37,68 creando 11.500 chilometri di trazzere armentizie cinque volte maggiore dei Tratturi in assenza di carte e titoli demaniali. Le Vie della Transumanza dei “TRATTURI DI PUGLIA” tutt’oggi sono conosciuti e percorsi con festeggiamenti.
ECCO LA STRAGE DEGLI “INNOCENTI USURPATORI” DELLE STRADE DEL CATASTO 1929 COSTRUITE (DI POCHI METRI) DAI BORBONI E DAL REGNO D’ITALIA, ALLARGATE SULLE CARTE CATASTALI A STRADE ARMENTIZIE DI METRI 37,68. GROSSOLANAMENTE RISULTANO USURPATE AI DUE FIANCHI O LATI METRI 30.
Ecco una bella carta cittadina di Alcamo del Piano Regolatore.
La carta parla e mostra chiaramente il Catasto particellare attuale, (impianto 1938) così sono pure trazzere armentizie le nuove strade costruite dopo il 1938. Le Vie nominate, Vivaldi, San Leonardo e così altre di colore bianco, portano la larghezza catastale (generalmente metri 4) quelle allargate e colorate arancione, verdi e giallastre diventano strade armentizie di metri 37,68. Forse non è un bell’affare disonesto a colpo d’occhio e senza fare calcoli.
Dimostro subito che con i Regi Decreti del 1820-24 in basso riportati, le strade da costruirsi sono state distinte in quattro classi ad ogni classe è stabilita la larghezza e sono nominate strade Regie, Provinciali e Comunali.



Le strade più importanti, quali le strade Regie ( sono tutte quelle strade delle città capoluoghi di Provincia dirette a Palermo capitale) dovevano essere larghe 46 palmi napoletani che corrispondono a circa 12,17 metri.

In basso riporto in ordini di tempo documenti e carte di un secolo di storia: la Sicilia sul finire del 1700. Inizio con il classico e significativo “tour storico dei viaggiatori stranieri in Sicilia” a partire dal 1767. Osserveremo l’assenza di strade in tutta la Sicilia, peraltro quelle esistenti erano strade mulattieri pericolose. I turisti hanno viaggiato con “Muli Cavalli e lettighe” e hanno rischiato pure la vita.
Abbiamo letto: “L’intera contrada di Alcamo, Segesta e Trapani è un deserto. In nessun luogo trovansi tracce di terra battuta”…
Bene! Solamente molto tempo dopo del Catasto del 1929 Alcamo, poteva essere interamente circoscritta da 15 strade armentizie larghe quasi metri 38.
Vado Avanti con il Tour. È la volta del tedesco Von Goethe di Jaen Houel e del cavaliere Rezzonico . Riporto i brani da leggere senza commenti.


Ecco le strade ben visibili del 1790, il Catasto era solo un sogno come le 11500 chilometri di trazzere armentizie di oggi.
Alcamo, giovedì 19 aprile

Viaggio in Sicilia di Carlo Gastone della Torre di Rezzonico 1793
Con questo illustre personaggio si chiude il fatidico “Settecento Siciliano”. I Il cavaliere Rezzonico ci ricorda quanto appresso: i bordonari per indirizzare muli e cavalli a camminare pronunciavano ad alta voce “A ogni rivolta di strada i buoni letticari (conduttori di lettiga) usavano ripetere (gridando con voce assordante) un pio intercalare; e chi va per la via, evviva santa Rosalia, e con ciò credevano d’essere immuni da ogni pericolo di smucciar loro i piedi ”(la frase aveva lo scopo preciso di stimolare l’attenzione dei muli o cavalli su dove mettere i piedi evitando pietre e buche). Altra frase scritta in occasione di attraversare il paese di Sferracavallo, molto significativa per l’importanza della strada, è la seguente: …A Sferracavallo la strada per la somma scabrosità dell’acute pietre ben merita tal nome…”. Sottolineo che questa strada è Regia Trazzera armentizia (Regia trazzera n.207 del litorale si collega con Isola delle Femmine, Sferracavallo, Tommaso Natale e Mondello, estendendosi per 37,68 metri di larghezza demaniale. Gli armenti in transumanza brucavano e boccheggiavano le erbe tra acute pietre e sassi.). “Bastardi”!
Con il professore dell’Università la Sapienza di Roma Giovanni Uggeri, anticipo lo stato misero delle strade di Sicilia tanto che il trasporto del grano a redina essenzialmente con muli.
Uggeri Giovanni – La viabilità della Sicilia in età romana. Galatina: M. Congedo 2004.Custodito dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana. Collocazione 3.46.9.15.


La redina (cioè la reticella di corda legata al viso del cavallo comandata dal cavaliere) livellava progressivamente le esigenze di tutte gli itinerari, dalle grandi strade romane alle “trazzere” ed ai percorsi più modesti, ma pur sempre accessibili per redina e per muli. I letti secchi delle fiumare divennero strade maestre, come nel caso delle valli dell’Imera settentrionale e dei Platani. Della strada antica che conduceva a Taormina scomparve ogni traccia.
Resta abbastanza chiaro che fino al 1824 era Borbonica non esistevano strade. Aggiungo che gli spostamenti di merci e passeggeri avvenivano per cabotaggio (per via mare).
La redina (cioè la reticella di corda legata al viso del cavallo comandata dal cavaliere) livellava progressivamente le esigenze di tutte gli itinerari, dalle grandi strade romane alle “trazzere” ed ai percorsi più modesti, ma pur sempre accessibili per redina e per muli. I letti secchi delle fiumare divennero strade maestre, come nel caso delle valli dell’Imera settentrionale e dei Platani. Della strada antica che conduceva a Taormina scomparve ogni traccia.
Infine con le carte sottostanti riporto un breve riassunto storico sulle vicende delle strade siciliane dalla delibera del 1778 del Parlamento siciliano fino al 1929 con la rete trazzerale completa del Catasto Italiano.
Ecco la fonte della rete stradale demaniale del Catasto Italiano.


In chiusura mostro i seguenti documenti e carte; 1) Delibera del 1778 per la costruzione di ben otto strade che si collegato con le seguenti città: Agrigento, Sciacca, Mazara, Trapani, Messina, Caltagirone, Catania;
2)Il Marchese di Villabianca con la sua opera manoscritta del 1886 “NOTIZIA STORICA DELLE STRADE PUBBLICHE REGIE”, intanto ci mostra le vecchie e uniche strade costruite dai romani andate perdute e la necessità di costruire le “facili strade e bei cammini”; 3) Con Giuseppe Perez osserviamo la rete stradale costruita dai Borboni fino 1860 (unità d’Italia); 4) La rete stradale del golfo di Castellammare e di Palermo copiata dal Catasto Italiano del 1929 con i numeri dei decreti assessoriali divenute Regie Trazzere; 5) La tavola delle trazzere della Sicilia elaborata dal Catasto Italiano e pubblicata nella rivista del Catasto del 1° gennaio 1941; quella attaccata al fianco rappresentano rappresenta complessivamente le 11.500 chilometri di Regie Trazzere del patrimonio armentizio della Regione Siciliana. Vergogna!; 6) Infine, Alcamo attorniata da approssimate 80 chilometri di trazzere armentizie larghe metri 37,68.
Prossimamente scriverò del recente “modus operandi” del Servizio Demanio Trazzerale. Un bravo “Servizio” che impartisce ordini a tutti i Comuni della Sicilia.
Antonino Messana



















































































































