
di Antonino Messana
ECCO UN ESEMPIO CLASSICO DI LETTERA DEL SERVIZIO DEMANIO TRAZZERALE CHE ELENCA, ALLEGA E INVIA AL RICHIEDENTE INCRIMINATO INNOCCENTE USURPATORE, “FALSI E BUGIARDI” TITOLI PROBATORI DICHIARATI INOPPUGNABILI DAI 690 DECRETI ASSESSORIALI CHE LEGALIZZANO 11500 km. DI REGIE TRAZZERE LARGHE METRI 37,68 E FORMANO ADDIRITTURA IL PATRIMONIO ARMENTIZIO DELLE REGIE TRAZZERE DELLA REGIONE SICILIANA.
La scorsa puntata del 1° luglio con riferimento alla sopra riportata lettera del Servizio Demanio Trazzerale protocollo n.16760 del 02 marzo 2021 abbiamo avuto la conferma che il Servizio in parola con le carte dell’Istituto Geografico Militare moderne ha manifestato la più grande truffa di provare e dimostrare che la Trazzera 488 Rosignolo(Calatafimi)-Alcamo sarebbe stata nei millenni Trazzera Regia armentizia di palmi 18 e canne 2 corrispondente a metri 37 e centimetri 68.
In basso mostro con commento le carte topografiche sporche e senza significato che sono i titoli probatori della Regia Trazzera Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo. Il Tizio richiedente deve costruire la propria casa ad Alcamo in Via Kennedy, nelle vicinanze di Largo Balatelle, dichiarata nel 1954 Trazzera Regia. Forse non ha diritto di chiedere i titoli di proprietà e di larghezza della trazzera dichiarata di proprietà della Regione Siciliana, pagando pure gli assurdi e illegali diritti di ricerca? Anticipo che i 75 euro pagati sono stati rubati, apportando un bel niente in assoluto.
Ecco la “bellezza” dei titoli probatori elencati nella missiva di protocollo n.16760 del 02 marzo 2021 in copertina riportata.
Quadro unico Catasto 1938
Il tracciato di colore giallo è la trazzera armentizia di metri 37,68. Incredibile! Catasto 1938. Nei pressi della contrada Coda di Volpe la trazzera si allaccia pure alla strada statale 119, i cui lavori di costruzione risalgono al 1900. Nel 1938 erano sicuramente terminati. Mancano la Via Kennedy, la contrada di Alcamo Coda di Volpe; confina con il fiume Freddo e lo sbarco in territorio di Calatafimi. C’è qualcuno o un perito che può confermare e dichiarare la Regia Trazzera di quasi 38 metri con percorso dalla città di Spiazzo Balatelle fino al fiume Freddo in contrada Coda di Volpe? Neanche un folle!
Altra magnificenza di carta topografica la cui Regia Trazzera è colorata gialla
Carta moderna dell’Istituto Geografico Militare di Firenze. Intanto non mostra lo sbocco al fiume Freddo né alla contrada Coda di Volpe. Avviso il lettore che attraversando il fiume Freddo dalla contrada Coda di Volpe si sbarca in territorio di Calatafimi. Peraltro il ponte l’ha costruito lo Stato italiano. La carta non indica i luoghi sosta di transumanza tra Alcamo e Calatafimi (le mandrie forse passeggiavano) e, se per caso attraversavano il fiume, le pecore in transumanza necessariamente nuotavano. Però nessuno sa se la transumana partiva da Calatafimi, distretto montuoso, o da Alcamo, più pianeggiante, con un’alta montagna di quasi 900 metri.
Questa è una carta dell’Istituto Geografico Militare sicuramente del Regno italiano. A mio giudizio occorreva replicare alla missiva del Servizio Demanio Trazzerale per spiegazione se comprova la Regia Trazzera Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo (Piazza Balatelle). Giro la domanda. È solo indecenza, oscenità, immoralità e oltraggio vergognoso!
Carta di Ferdinando I 1810. È solo una schifezza! Mi tremano le mani e mi rifiuto di commentarla. Lascio a tutti i lettori l’ardua sentenza!
Da quanto abbiamo appreso dai documenti e dalle lettere fornite da un ufficio pubblico denominato Servizio Demanio Trazzerale, ne discendono, come abbiamo già osservato, la mala fede e la ruberia di detto Ufficio, del tutto chiare e lapalissiane. In altre parole, prende addirittura per i fondelli l’ignoranza di gente comunissima che paga o pagherà. Volente o nolente!
Stando così le cose, resto sorpreso dell’Assessorato all’Agricoltura che ha commissionato e sponsorizzato il primo ed unico libro di storia delle trazzere armentizie di transumanza estiva, dalle pianure alle zone fresche montagnose, quando giace da tre anni nella Commissione Parlamentare un disegno di legge che riporta la larghezza delle trazzere a quella del Catasto. Ecco per i miei lettori “Le Vie della Bellezza delle Regie trazzere della Regione Siciliana”. Accetto i commenti positivi o negativi.
In aggiunta a quanto già scritto, espongo una cronistoria mia personale con carte e documenti che ho rintracciato da oltre 15 anni, peraltro già pubblicata con il titolo “LA FAVOLA DELLE REGIE TRAZZERE” (gennaio 2015). Adesso mi avventuro con le “false bellezze”. Le mie finalità, forse speranze perdute, sono di invogliare e fornire documenti e carte alla Commissione Parlamentare per portare in Aula il disegno di legge per ricondurre i 11500 km di Regie Trazzere alla larghezza del Catasto..
Comincio con la sottostante circolare protocollo 1102 del 29 febbraio 2008. Vale a dire, documenti di 18 anni addietro, che, pubblicati, potranno creare storia moderna con documenti antichi.


Nella seconda pagina abbiamo letto: “Considerato che la causa di irregolarità è da ricercarsi nelle errate iscrizioni del Catasto che non sono probatorie… Benissimo!
Osserviamo che, per i certificati di demanialità che il Servizio Demanio Trazzerale rilascia ai richiedenti proprietari, si fa uso a pieno titolo del Catasto 1938, come quelli riportati di seguito.


Leggiamo che le zone colorate in giallo della presente planimetria, comprese le due linee parallele, distanti tra loro 37,68 metri, risultano essere di proprietà del Demanio pubblico armentizio…. Ma con quali titoli ? Credo fermamente in quelle falsità sopra ben dettagliate e descritte. Allora, il Servizio Demanio Trazzerale con queste “attestazioni catastali” e la superiore lettera circolare protocollo n. 1102 del 29 febbraio 2008 diretta ai Comuni della provincia di Trapani che dichiara che il Catasto non ha valore per gli usurpatori che hanno pagato e pagano oggi ancora le tasse, mentre per il Servizio per far cassa, sì! Forse non gioca con le famose tre carte alla napoletana? Infatti: 1) con la circolare diretta ai Comuni, il Catasto è pienamente valido e “vince” il Demanio Trazzerale; 2) con gli attestati catastali di appartenenza della strada allargata da due linee a quasi 38 metri, secondo la legge, il Catasto ha solo valore fiscale , non prova la proprietà di appartenenza; qui “perde” il Servizio Trazzerale; 3) in ultima analisi, “vince” il Servizio Demanio Trazzerale e l’innocente dovrà pagare. Vergogna! “Solo un re è tanto più potente quando disubbidisce alla legge”! Infatti, ripeto, in Italia il Catasto ha una funzione prevalentemente fiscale e non è probatorio. Vigliacchi!
Vado indietro nel tempo, esattamente negli anni 1785-1787-1788, rispolverando la grandiosa e affannosa ricerca del Maestro Segreto Marchese Buglio, procuratore del Re e responsabile delle strade. Con il 1785 inizia la lunga storia durata almeno un secolo dell’affannosa ricerca e inventariazione delle “Regie Trazzere” conclusa con la Statistica del 1854 che accerta in primo luogo le usurpazioni nelle sei province della Sicilia esclusa la provincia di Agrigento.
ECCO L’INDICE COLLETTIVO 1845
Con questo documento il Re raccoglie i soldi per la costruzione delle strade.
Carta topografica di Giuseppe Perez
Fonte: Vincenzo Emanuele Sergio, Giuseppe Perez– UN SECOLO DI POLITICA STRADALE IN SICILIA. A cura di Carmelo Trasselli- Salvatore Sciascia Editore – Caltanissetta – Roma 1962. Custodito dalla Biblioteca Dipartimento Città e Territorio collocazione 542-8.2.20 della facoltà di Ingegneria di Palermo
1787 entra a pieno titolo la Regia Segrezia. Responsabile il Maestro Segreto marchese Buglio.
INGIUSTI “DAZI” PRETESI DAGLI STESSI UFFICIALI DELLA CORONA PER IL PASSAGGIO DEGLI ANIMALI IN PUBBLICHE STRADE E DIRETTI VERSO FIERE, PROVOCANO IL GIUSTO RECLAMO DEL MARCHESE MOLETI DI MESSINA-BARONE DI CASTROREALE. IL CONSEGUENZIALE INUTILE DISPACCIO DEL 21 APRILE 1785 FA SCATTARE I PRIMI PROVVEDIMENTI SULLE TRAZZERE PROMOSSE DAL MAESTRO SEGRETO MARCHESE BUGLIO.
1785
Dispaccio del vice Re Domenico Caracciolo che ordina in maniera perentoria di impedire il passaggio degli animali dietro il pagamento di un diritto di erbaggio al passaggio del bestiame di andata e ritorno nelle pubbliche trazzere. Qui si rievocano le Assise di Melfi. CONSTITUTIO DE ANIMALIBUS IN PASCUIS AFFIDANDIS (COSTITUZIONE DEGLI ANIMALI DA AFFIDARE AI PASCOLI). Per la prima volta, entra nel gergo comune la parola “pubbliche trazzere”. Con “Casa d’Asburgo” (Federico II e predecessori) nasce il “DEMANIO”, così le strade appartenevano alla Corona “REGALO”, ai passanti, chiamate appunto “REGALIE” e non trazzere.
Ecco il dispaccio stralciato per brevità
Con il 1° febbraio 1788 accenno brevemente alla lunga e fatidica storia del Maestro Segreto con un brano stralciato della Consulta. Qui il Maestro esprime e definisce quanto appresso: 1) la ”TRAZZERA” è quella Via che da una citta porta ad un’altra città; 2) per “ VIA PUBBLICA” quella che porta ai mulini, paratori o fiumi pubblici; 3) la trazzera deve essere larga per poter passare il bestiame (mille armenti nei due sensi) e perciò in alcuni luoghi ove abbonda il bestiame è più larga degli altri luoghi; 4) Vostra Eccellenza (rivolta al Re) deve stabilire la larghezza (della Trazzera) per uniformarsi ai luoghi che tragittano armenti. Adesso per allora, dal 1954 tragittano armenti e bestiame in lunghe trazzere di 11.500 km.. Da ricordare che con la casa d’Assurgo la Sicilia contava di appena 200 mila abitanti.



Seguono Rescritti e Contenziosi dopo il dispaccio del 1811 e la battaglia continuerà fino al 1860 con gli atti di reintegra e riscossione dei tributi a carico degli usurpatori (Vedi fondo Intendenza negli Archivi di Stato della Sicilia)
Ecco un esempio tra fascicoli per usurpazioni: Castellammare e Calatafimi che investono l’intera provincia di Trapani.

Ecco esempi di rescritti per la reintegrazione di trazzere e contenziosi.


Alcamo e il suo territorio tutto una trazzera alla fine ed a prezzi di oggi pagherà 3.760. 000 euro.


Quadro unico Ufficio Trazzere Piano Regolatore di Alcamo
In chiusura accenno brevemente la sentenza della Corte di Appello di Palermo tenuta di nascosto con la quale il Servizio Demanio Trazzerale perde dignità e prestigio
Ecco lo stralcio della sentenza


Con il dispositivo della sentenza abbiamo letto che l’Assessorato Agricoltura e Foreste deve risarcire l’appellante per usurpazioni il territorio di Erice. La sentenza è stata appellata in ultima istanza alla Corte di Cassazione in ritardo, cioè oltre i termini di legge. In questi casi l’Assessorato all’Agricoltura aveva l’occasione di riassumere il giudizio ma non è stato promosso. Quindi la sentenza della Corte di Appello è confermata e valida, ma tenuta al buio. Così parte del terreno dei ricorrenti proprietari è libera e non di proprietà della Regia Trazzera della Regione Siciliana. Allora occorre spiegare il perché l’Assessorato poteva riassumere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione e non ha provveduto. Rispondo subito per ben nascondere la sentenza e la perduta causa. Capire il motivo è piuttosto semplice. La causa è stata fondata sulla perizia di Girolamo Vairo del 1788 che ha negato con documenti l’esistenza di Regie Trazzere nell’intera provincia di Trapani. La perizia ribadisce che in provincia di Trapani da Nord a Sud esiste una sola ed unica trazzera larga palmi 40. Il palmo napoletano è cm. 26,40 × 40 cm. 1058:100=10,58 metri. Addio trazzera del patrimonio armentizio della Regione Siciliana. Riporto in basso uno stralcio della perizia in parola.
In conclusione la sentenza in discorso della Corte di Appello è stata fondata su due pilastri: in primo luogo sulla perizia Vairo che riconosce un’unica Regia Trazzera nel territorio di Trapani che cammina per Calatafimi-Alcamo e prosegue, con una larghezza di 40 palmi (metri 10,58) ; In secondo luogo il Decreto borbonico del 1820 che classica le strade in provinciali e comunali e nomina “strade Regie” quelle che dalla capitale uniscono le sette province della Sicilia e sono larghe 10,32. Con queste conclusioni era prudente da parte dell’Assessorato all’Agricoltura tacere, vale a dire non creare giurisprudenza negativa sfavorevole per i 11.500 km che potevano restare in bocca a tutti, in particolare agli avvocati.
Un piccolo appuntino dalla documentazione che abbiamo letto ed elencato dove si collocano “le vie della bellezza” delle Regie Trazzere della Regione Siciliana?
NEL FUMO, NEL CONTRABBANDO E NEL PASCOLO ABUSIVO. Infatti , come sappiamo, con il Catasto l’Assessorato all’Agricoltura crea 11500 km.di trazzere in tutta la Sicilia. Con l’Indice Collettivo, i fascicoli delle usurpazioni (come quelli di Castellammare e Calatafimi sopra riportati e visti), i Rescritti e con l’Agenzia del Contenzioso, il Borbone raccoglie il denaro per costruire le strade e la Regione Siciliana dopo tre secoli continua a rubare. Infine, con la sentenza della Corte di Appello di Palermo e la perizia Vairo , l’Assessorato all’Agricoltura perde il pelo e la lana. Adesso con LE SOMME INCASSATE DALLE BELLEZZE DELLE PASSEGIATE AUMENTA E INCREMENTA LE ENTRATE IN BILANCIO.
In chiusura mi riposo abbandonandomi alla calda estate. In autunno prometto che continuerò a cimentarmi con i dettagli della sentenza della Corte d’Appello, collegandola con la perizia Vairo, valida pure anche per la provincia di Palermo. La pubblicherò interamente per i palermitani. Pubblicherò pure interamente il lungo Decreto Assessoriale soffermandomi sulle assurde Regie Trazzere che attraversano la città e l’intero territorio di Alcamo, come già abbiamo visto. Utile pure per la parte che interessa il territorio di Palermo anche per i palermitani, in particolare per il percorso da Partinico a Piazza Indipendenza.
Buona estate e buone vacanze ai cari lettori.
Antonino Messana













