LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE RENDONO ALLA REGIONE SICILIANA 50 MILIONI DI EURO L’ANNO.

Con la puntata del 7 aprile scorso ho promesso di sbandierare le maniere di agire e di fare, in altre parole sul “modus operandi” del Servizio  Demanio Trazzerale che nel 2008 ha impartito ai Comuni della Sicilia “ordini perentori, categorici e inappellabili”. Così che i Comuni stessi con la loro complicità diventano impeccabilmente la ricca cassa di 50 milioni di euro per la Regione Siciliana. Nessuno può sfuggire al comando del Sindaco di pagare il terreno usurpato delle Regie Trazzere per ottenere una licenza edilizia.

Ecco L’esempio (valido anche per tutti i Comuni  della Sicilia interessati alle Regie Trazzere) della “Circolare firmata dal Servizio Demanio Trazzerale

L’intera lettera è un provvedimento autoritario e violento, prevarica i del 29 febbaio 2008 protocollo 144 per il Comune di Alcamo” .limiti di legge e di società civile regolata dalla nostra Costituzione. Un primo quesito importantissimo è il seguente:

Abbiamo letto che il Servizio Trazzerale ritiene opportuno richiamare l’attenzione di tutti i Comuni in indirizzo sui seguenti punti:

  1. I titoli legali riguardanti il trasferimento di terreni di interesse del Demanio Armentizio redatti da un Notaio e le relative variazioni nei pubblici registri come il Catasto (volture catastali) non sono validi. Sono invece validi gli atti di alienazione redatti dai funzionari delegati (essi sono veri e propri Notai previsti da leggi amministrative) di questo Ufficio. Quindi il Comune deve fare attenzione ed essere  “zelante”  nell’osservare le variazioni dei pubblici registri”.  Bravo Demanio Trazzerale! Per il diritto italiano il Catasto ha solo valore fiscale, vale a dire “fare pagare le tasse sugli immobili (case e terreni) ai proprietari”. Però non esistono leggi (o gli stessi Decreti Assessoriali) che le strade del Catasto sono anche  trazzere armentizie di metri 37,68.

Ecco un decreto esemplare di Castellammare del Golfo

Abbiamo letto: “Vista la Relazione…dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia, dalla quale risulta, in base a numerosi ed inoppugnabili titoli probatori…” Ecco che la Relazione vuole “titoli probatori” e il Catasto non è titolo, ma è solo carta neanche da gabinetto.

Non solo, ma si legifera quando neanche si conoscono i dettati fondamentali della Costituzione italiana.

Articolo 113 Costituzione

“Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa [cfr. artt. 24 c.1103 c.1,2125 c.2 ].

Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.

La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa”.

 Vergogna! Quanto meno per l’ignoranza nel legiferare. Impostori! Truffaldini!

Continuando la lettura leggeremo due importanti corollari di un Servizio Trazzerale  comandante impositore senza titolo; illegale,  abusivo, illegittimo e clandestino. Solo io sto scoperchiando  coperchi ben  “chiusi, serrati, sbarrati, ostruiti, sigillati e recintati.”

Ecco i corollari che abbiamo letto e ripeto testualmente: 1)…”la causa di irregolarità è da ricercarsi nelle errate intestazioni del Catasto che non sono probatorie”….Però per rubare denaro a innocenti usurpatori il Catasto è prova inconfutabile, inoppugnabile e incontestabile. “Furfanti e Manigoldi”! ; Infine leggiamo: …”si ritiene opportuno che gli Uffici Tecnici dei Comuni in indirizzo aggiornino, in raccordo con lo scrivente ufficio almeno i Quadri di Unione dei fogli catastali, inserendovi le RR.TT (Regie Trazzere)…. “Ecco il Vangelo dei truffaldini per antonomasia di terre usurpate e avidi di denaro insaziabile”. Spiego subito il perché. Aggiornando i Quadri di Unione con i fogli catastali le nuove strade che non esistevano  nella carta del Catasto del 1929 sono anch’esse strade armentizie di metri 38. “Balordi”! Per non dilungarmi adesso né darò ampia dimostrazione nella prossima imminente puntata

Infine il brano è chiaro ed inequivocabile chi calpesta o vuole edificare o ristrutturare un terreno dichiarato Regia Trazzera deve pagare la falsa usurpazione alla Regione Siciliana. Tutti i Comuni interessati si sono prodigati e adeguati alla circolare del Servizio Demanio Trazzerale in parola.

ECCO UN ESEMPLARE – L’INTERO TERRITORIO DI ALCAMO È UNA TRAZZERA DI METRI 37,68

Con questa carta nel tempo nessuno può sfuggire. Ai  Sindaci è stato ordinato di segnare il passo e far pagare la trazzera prima di assolvere un obbligo inerente alle false Regie Trazzere create dai Decreti Assessoriali a partire dal 1954, senza adeguata pubblicità.

Ecco che il Servizio Demanio Trazzerale “ impartisce, comanda, prescrive  e ordina” al Comune di sorvegliare gli atti dei pubblici registri e non concedere sorta di autorizzazioni edilizie su terreni del demanio armentizio. Ecco il quesito: È lecito che un “Servizio” da ordini al Comune?

Ecco la risposta- Fonte: overview

No, un ente regionale o un suo pubblico servizio non può impartire ordini diretti al Sindaco o al Comune in termini di gerarchia amministrativa. Il Sindaco è un organo elettivo e il Comune ha “autonomia” costituzionale.

In chiusura la Regione non può  rubare soldi con Regi Decreti del 1923 e del 1927 incostituzionali e  con i falsi 690 Decreti Assessoriali, divergenti e forvianti e allargando le strade del Catasto del 1929 e perfino le più moderne strade già censite dallo stesso Catasto come strade Regie, Statali, Comunali e Provinciali senza una adeguata pubblicità. Adesso tanti onesti usurpatori ignari saranno edotti dall’invito dei Sindaci.

Come sopra promesso, con la prossima imminente puntata dimostrerò con carte e documenti alla mano che in territorio di Alcamo sono pure trazzere armentizie le strade moderne riportate dai fogli catastali del 1938.

                                                                  Antonino Messana

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE RENDONO ALLA REGIONE SICILIANA 50 MILIONI DI EURO L’ANNO.

 di Antonino Messana

Ecco la fonte della rete stradale demaniale del Catasto Italiano 1929.

In Sicilia i Romani per motivi bellici (guerre puniche 210 a.C.) hanno costruito le strade sui tracciati dei “sentieri” percorsi dai Greci. Con la caduta dell’impero Romano nel tempo queste stesse strade sono andate perdute. Nell’intera Sicilia non esisteva rete stradale. Resta storico il ‘700 con il “Tour in Sicilia” dei visitatori  stranieri(Inglesi, Francesi, Tedeschi e Italiani). Con l’anno 1778 nasce la necessità impellente della costruzione delle strade rotabili iniziata dai Borboni con i Regi Decreti 1820-1824 fino al 1860 e poi portata avanti dal Regno d’Italia fino al 1929 con le carte del Catasto Italiano. Nel 1901 nacque la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici con la legge n. 321 del 7 luglio 1901. A partire dal 1954 le strade del Catasto si allargano a metri 37,68 creando 11.500 chilometri di trazzere armentizie cinque volte maggiore dei Tratturi in assenza di carte e titoli demaniali.  Le Vie della Transumanza dei “TRATTURI DI PUGLIA” tutt’oggi sono conosciuti e percorsi con festeggiamenti.

ECCO LA STRAGE DEGLI “INNOCENTI USURPATORI” DELLE STRADE DEL CATASTO 1929 COSTRUITE (DI POCHI METRI) DAI BORBONI E DAL REGNO D’ITALIA, ALLARGATE SULLE CARTE CATASTALI A STRADE ARMENTIZIE DI METRI 37,68. GROSSOLANAMENTE RISULTANO USURPATE AI DUE FIANCHI O LATI METRI 30.

Ecco una bella carta cittadina di Alcamo del Piano Regolatore.

La carta parla e mostra chiaramente il Catasto particellare attuale, (impianto 1938) così sono pure trazzere armentizie le nuove strade costruite dopo il 1938. Le Vie nominate, Vivaldi, San Leonardo e così altre di colore bianco, portano la larghezza catastale (generalmente metri 4) quelle allargate e colorate arancione, verdi e giallastre diventano strade armentizie di metri 37,68. Forse non è un bell’affare disonesto a colpo d’occhio e senza fare calcoli.

Dimostro subito che con i  Regi  Decreti del 1820-24 in basso riportati, le strade da costruirsi sono state distinte in quattro classi ad ogni classe è stabilita la larghezza e sono nominate strade Regie, Provinciali e Comunali.

Le strade più importanti, quali le strade Regie ( sono tutte quelle strade delle città capoluoghi di Provincia dirette a Palermo capitale) dovevano essere larghe 46 palmi napoletani che corrispondono a circa 12,17 metri.

In basso riporto in ordini di tempo documenti e carte di un secolo di storia: la Sicilia sul finire del 1700. Inizio con il classico e significativo “tour storico dei viaggiatori stranieri in Sicilia” a partire dal 1767. Osserveremo l’assenza di strade in tutta la Sicilia, peraltro quelle esistenti erano strade mulattieri pericolose. I turisti hanno viaggiato  con “Muli  Cavalli e lettighe” e hanno rischiato pure la vita.

Abbiamo letto: “L’intera contrada di Alcamo, Segesta e Trapani è un deserto. In nessun luogo trovansi tracce di terra battuta”…

Bene! Solamente molto tempo dopo del Catasto del 1929 Alcamo, poteva essere interamente circoscritta da 15 strade armentizie larghe quasi metri 38.

Vado Avanti con il Tour. È la volta del tedesco Von Goethe di Jaen Houel e del cavaliere Rezzonico . Riporto i brani da leggere senza  commenti.

Ecco le strade ben visibili del 1790, il Catasto era solo un sogno come le 11500 chilometri di trazzere armentizie di oggi.

Alcamo, giovedì 19 aprile

Viaggio in Sicilia di Carlo Gastone della Torre di Rezzonico 1793

Con questo illustre personaggio si chiude il fatidico “Settecento Siciliano”.  I   Il cavaliere Rezzonico ci ricorda quanto appresso: i bordonari per indirizzare muli e cavalli a camminare pronunciavano ad alta voce  “A ogni rivolta di strada i buoni letticari (conduttori di lettiga) usavano ripetere (gridando con voce assordante) un pio intercalare; e chi va per la via, evviva santa Rosalia, e con ciò credevano d’essere immuni da ogni pericolo di smucciar loro i piedi (la frase aveva lo scopo preciso di stimolare l’attenzione dei muli o cavalli su dove mettere i piedi evitando pietre e buche). Altra frase scritta in occasione di attraversare il paese di Sferracavallo, molto significativa per l’importanza della strada, è la seguente: …A Sferracavallo la strada per la somma scabrosità dell’acute pietre ben merita tal nome…”. Sottolineo che questa strada è Regia Trazzera armentizia (Regia trazzera n.207 del litorale si collega con Isola delle Femmine, Sferracavallo, Tommaso Natale e Mondello, estendendosi per 37,68 metri di larghezza demaniale. Gli armenti in transumanza brucavano e boccheggiavano le erbe tra acute pietre e sassi.). “Bastardi”!

Con il professore dell’Università la Sapienza di Roma Giovanni Uggeri, anticipo lo stato misero delle strade di Sicilia tanto che il trasporto del grano a redina essenzialmente con muli.

Uggeri Giovanni – La viabilità della Sicilia in età romana. Galatina: M. Congedo 2004.Custodito dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana. Collocazione 3.46.9.15.

 La redina (cioè la reticella di corda legata al viso del cavallo comandata dal cavaliere)  livellava progressivamente le esigenze di tutte gli itinerari, dalle grandi strade romane alle “trazzere” ed ai percorsi più modesti, ma pur sempre accessibili per redina e per muli. I letti secchi delle fiumare divennero strade maestre, come nel caso delle valli dell’Imera settentrionale e dei Platani. Della strada antica che conduceva a Taormina scomparve ogni traccia.  

Resta abbastanza chiaro che fino al 1824 era Borbonica non esistevano strade. Aggiungo che gli spostamenti di merci e passeggeri avvenivano per cabotaggio (per via mare).

 La redina (cioè la reticella di corda legata al viso del cavallo comandata dal cavaliere)  livellava progressivamente le esigenze di tutte gli itinerari, dalle grandi strade romane alle “trazzere” ed ai percorsi più modesti, ma pur sempre accessibili per redina e per muli. I letti secchi delle fiumare divennero strade maestre, come nel caso delle valli dell’Imera settentrionale e dei Platani. Della strada antica che conduceva a Taormina scomparve ogni traccia.  

Infine con le carte sottostanti riporto un breve riassunto storico sulle vicende delle strade siciliane dalla delibera del 1778 del Parlamento siciliano fino al 1929 con la rete trazzerale completa del Catasto Italiano.

Ecco la fonte della rete stradale demaniale del Catasto Italiano.

In chiusura mostro i seguenti documenti e carte; 1) Delibera del 1778 per la costruzione di ben otto strade che si collegato con le seguenti città: Agrigento, Sciacca, Mazara, Trapani, Messina, Caltagirone, Catania;

2)Il Marchese di Villabianca con la sua opera manoscritta del 1886 “NOTIZIA STORICA DELLE STRADE PUBBLICHE REGIE”, intanto ci mostra le vecchie e uniche strade costruite dai romani andate perdute e la necessità di costruire le  “facili strade e bei cammini”; 3) Con Giuseppe Perez osserviamo la rete stradale costruita dai Borboni fino 1860 (unità d’Italia); 4) La rete stradale del golfo di Castellammare e di Palermo copiata dal Catasto Italiano del 1929 con i numeri dei decreti assessoriali divenute Regie Trazzere; 5) La tavola delle trazzere della Sicilia elaborata dal Catasto Italiano e pubblicata nella rivista del Catasto del 1° gennaio 1941; quella attaccata al fianco rappresentano  rappresenta  complessivamente le 11.500 chilometri di Regie Trazzere del patrimonio armentizio della Regione Siciliana. Vergogna!; 6) Infine, Alcamo attorniata da approssimate 80 chilometri di trazzere armentizie larghe metri 37,68.

Prossimamente scriverò del recente “modus operandi” del Servizio Demanio Trazzerale. Un bravo “Servizio” che impartisce ordini a tutti i Comuni della Sicilia.   

                                                                  Antonino Messana